Casco bici, quante polemiche per il copricapo di sicurezza

Casco bici
Istock

Fondamentale ma spesso anche divisivo. Non tutti lo indossano e non tutti i modelli fanno per voi. Ecco perché

Polemiche, polemiche e ancora polemiche. Perché, come ha recitato lo spot diffuso di recente dal ministero dei Trasporti tedesco: “E’ una m…, ma ti salva la vita”. Un claim molto provocatorio che ha avuto lo scopo di attirare l’attenzione dei cittadini nei confronti del copricapo tipico del biker. Lo spot nasce dalla volontà di sensibilizzare i più giovani che spesso in virtù della scarsa componente estetica decidono di non metterlo. Da qui l’idea di attirare l’attenzione attraverso dei toni forti.

Sì perché seppure l’importanza del copricapo non è messa affatto in discussione, questo oggetto caro ai ciclisti scatena spesso più di qualche polemica. Dall’obbligo di indossarlo per legge – questo aspetto è in discussione nel nuovo Codice stradale – ai consigli per valutarne l’efficacia protettiva in caso di incidente, ecco perché esso rischia a tratti di diventare bollente dalle polemiche.

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Casco bici: le polemiche che lo interessano

La notizia più importante è che al momento si trova al centro di un possibile obbligo di indossarlo come previsto dal nuovo Codice della strada in questi giorni in discussione nel nostro Paese. Infatti fino a oggi l’obbligo non è stato previsto da nessuna legge in Italia. Lasciando così ampio margine di discrezionalità sul suo utilizzo.

Ultimo aggiornamento il 15 Giugno 2019 10:47
Ultimo aggiornamento il 15 Giugno 2019 10:47

Ciclicamente poi tornano le polemiche sui modelli realmente protettivi disponibili sul mercato. Nel 2018, il Virginia Tech Helmet Lab aveva realizzato uno studio per valutare la reale sicurezza di 30 caschi da bici. Arrivando poi a circa 20 successivi valutati secondo gli stessi parametri. Sul podio è finito il BIPS Bontrager Ballista seguito dal LAZER Z1 Mips. Anche qui però ci sono delle osservazioni da fare. Nonostante il buon senso ci suggerisca che un casco più costoso sia automaticamente più sicuro, gli esperti suggeriscono di no. Molto più importante che rispetti gli standard europei vigenti siglati con la dicitura CE e che, come rivela Altroconsumo, sia dotato di capacità di assorbimento degli urti. Sono tanti quindi gli aspetti messi sul piatto che riguardano questo oggetto ormai parte della cultura popolare quotidiana e per questo amato e odiato allo stesso modo.