Pedalare per i diritti, quando la bici è parte attiva della protesta

Bici e diritti
Istock

Da Fridays For Future, dove 128 bici hanno alimentato il palco, alla ‘biciclettata’ milanese per la parità di genere

La bici come strumento per rivendicare due battaglie fondamentali per la nostra società. Quella dell’autonomia e della libertà dell’individuo, e quella per un ambiente più pulito.

Sì proprio un mezzo di trasporto così integrato con le nostre vite si trasforma in un oggetto da decontestualizzare a seconda delle cause civili e sociali che ognuno sceglie per sé.

Di cosa parliamo? Di due casi in cui nel nostro Paese le due ruote sono diventate il centro di manifestazioni importanti e dal forte profilo civico e civile.

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Bici e diritti: dall’autonomia delle donne alla lotta per il clima del Greta-pensiero

In alcuni casi la bici diventa per le donne di tutto il mondo un modo per reclamare la propria autonomia. O per combattere le discriminazioni di genere. In altri invece è il campo di battaglie ambientali. Nel secondo caso già da un po’ è simbolo di uno stile di vita verde e sostenibile. Ancora di più in questi giorni. A Roma infatti si è tenuta la manifestazione Fridays For Future. Proprio durante l’evento presenziato da Greta Thunberg un nutrito numero di biciclette, circa 128 e sempre in movimento, ha prodotto l’energia necessaria per consentire al concerto di svolgersi.

Ma la bici è anche movimento e per questo può essere il simbolo del desiderio di chiedere per sé maggiore autonomia. Il 14 aprile a Milano si è tenuta la quarta edizione di “BicicletTiamo, Occupiamo le strade con amore, per contrastare la violenza e la discriminazione contro le donne”. La manifestazione, che prevede una ‘biciclettata collettiva’ per le strade di Milano, è stata organizzata dall’associazione Aisha. Una realtà che si occupa da tempo di sostenere i diritti delle donne e il contrasto a ogni forma di violenza.

Questo evento è stato lanciato la prima volta nel 2016. Oggi è diventato una vera e propria ricorrenza. L’associazione lavora dal 2015 in rete con le istituzioni e i servizi territoriali per promuovere un cambiamento culturale che possa essere alla base di una vera prevenzione della violenza e discriminazione di genere. Così la bici sta diventando sempre di più non solo un mezzo per spostarsi in città, ma anche un vero e proprio oggetto di culto che entra a far parte della cultura popolare senza se e senza ma. Infine è ormai un mezzo anche ibrido che per esempio, con il modello pieghevole, si adatta alle esigenze di chi concepisce il trasporto cittadino come una staffetta tra mezzi diversi,  bicicletta, poi autobus e infine la cara e vecchia metro. Insomma, oggi è tutto tranne che un simbolo neutro e solo meccanico. 

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