Lamar Odom, dopo l’inferno, torna in campo

Photo by Sean M. Haffey/BIG3/Getty Images

L’ex cestista è stato in cura negli ultimi 4 anni, ma ora è pronto a rimettersi in gioco nel campionato BIG3

Nel mondo del basket americano non si parla d’altro. Lamar Odom torna in campo dopo quasi quattro anni in cui la sua carriera si è arrestata a causa di gravi problemi di salute. Il due volte campione NBA ha infatti rischiato di morire nel 2015 in seguito ad mix di droghe, alcol e farmaci che gli ha provocato decine di arresti cardiaci e diversi infarti. Un vero e proprio passaggio all’inferno per l’atleta, che oggi è rinato ed è pronto a rimettersi in gioco, all’età di 39 anni, in un torneo speciale, il BIG3. Lamar Odom ha militato in diverse squadre durante la sua carriera, ma è con la maglia dei Los Angeles Lakers che lo si ricorda principalmente.

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Il ritorno di Lamar Odom

Nel suo palmarès vanta un oro mondiale (Turchia 2010) e un bronzo olimpico (Atene 2004) con la nazionale USA, ma il giocatore non è stato un fulgido esempio di ‘sport e vita sana’. Più volte trovato – dalla polizia, o dai familiari – ad abusare di sostanze stupefacenti, alcol e farmaci, ha toccato il fondo in quella notte del 2015 presso un bordello di Crystal, in Nevada. E proprio dal Nevada, in particolare da Las Vegas, Odom ripartirà con la lega BIG3 negli Enemies il 22 giugno, il primo weekend dopo le finali di NBA. Il campionato di 3 contro 3 – nato da un’idea di Ice Cube – sarà un’opportunità per l’ex cestista di rimettersi in gioco. Nella speranza di strappare un contratto ad una squadra europea, racconta al Los Angeles Times.

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In una lunga intervista al giornale, ripercorre i momenti che hanno preceduto la tragedia. Affermando, tra le altre cose, che la discesa verso il baratro è iniziata quando i Lakers lo hanno ceduto ai Dallas Mavericks nel 2011. Da poco il cugino era stato ucciso (al ritorno dal suo funerale il campione ebbe anche un grave incidente automobilistico). Inoltre, aveva perduto un figlio. Insomma, racconta, si aspettava che i Lakers lo tutelassero invece che infliggergli un nuovo ‘strappo’. Da lì in avanti la sua vita è stata una discesa verso gli inferi, culminata con l’aver sfiorato la morte nel 2015. Già lo scorso anno, sempre in occasione del campionato BIG 3, Odom aveva sperato di poter tornare sul parquet. Tuttavia le condizioni di salute ancora precarie glielo hanno impedito. Consapevole di non essere più il fenomeno di un tempo, vuole comunque dare prova di poter ripartire prima di ritirarsi del tutto.