Leo Messi e la sfida eterna con Ronaldo, breve storia del goleador

Leo Messi
Getty Images

Più che due nemici, due punti riferimento che competono per fare meglio

Una storia di gol non è solo una narrazione di tiri in rete, una favola che si esaurisce nel gesto atletico e nell’esultanza della curva. No. Un gol è qualcosa che si lega a tanti gol precedenti, quando ci sono e insieme forma una ragnatela di successi oppure di insuccessi. Un dato dal quale ogni giocatore non può sfuggire, fuori o dentro dal campo.

Succede a Leo Messi che contro il Liverpool segna il suo 600esimo gol appena poco tempo dopo che Ronaldo tocca lo stesso record e fa impazzire lo stadio. E quella con Ronaldo non è tanto una rivalità accesa, ma un continuo termine di paragone tra due stelle e un confronto eterno che spinge ciascuno a migliorare.

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Ma ricordiamo che la maledizione dei gol può colpire anche al contrario, quando non si segna. Come nel caso di Icardi, che finisce nella bufera in questi giorni per gli scatti hot con la moglie comunicando la sensazione che se invece segnasse con la palla a rete non ci sarebbero poi tutte queste polemiche. Ma senza la rete, un giocatore è più fragile.

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Messi: un talento che viene da lontano

Ma torniamo a Messi e al significato del 600esimo gol in carriera. Il suo successo viene da lontano. Dall’Argentina e dall’infanzia passata in compagnia del padre allenatore che vede in lui i primi segni di un talento puro e cristallino. Il suo nome per intero è Lionel Andrés Messi Cuccittini, il papà si chiama Jorge Horacio ed è un operaio ma un futuro in fabbrica non è ciò che immagina per suo figlio

All’età di 11 anni, gli viene diagnosticata una forma di ipopituitarismo (deficienza di secrezione di somatotropina), un disturbo della crescita. Il Newell’s dove gioca, non riesce a pagare le cure. Lo stesso accade per la squadra successiva, il River Plate. Qui arriva il Barcellona, che lo provina e attraverso il direttore sportivo Carles Rexach lo prende nella squadra blaugrana giovanile caricandosi delle spese mediche necessarie.

Così esordisce a 13 anni nel FC. Nel 2005 ottiene la cittadinanza spagnola e ha la possibilità di giocare regolarmente nella Liga, visto che in precedenza il raggiungimento della quota di extra-comunitari nella squadra titolare lo aveva lasciato indietro. A suo modo quindi è un immigrato naturalizzato che ha avuto la fortuna e il merito di trovare chi credesse in lui. Come Guardiola con cui nel 2008 vive una stagione d’oro visto che l’allenatore sa come valorizzarlo al meglio. Il 1 dicembre 2009 vince il Pallone d’oro 2009, con 473 punti. E così stacca Cristiano Ronaldo (secondo con 233 punti). Tra i suoi record ricordiamo che è uno dei due calciatori, insieme a Ronaldo a vincere cinque Palloni d’oro e unico calciatore ad aver vinto nello stesso anno il Pallone d’oro di France Football, il FIFA World Player of the Year, il Pichichi e la Scarpa d’oro (2009). Soprannomi? Pulce, la Pulga, il più noto. Ma per favore non ci fate tirare fuori il proverbio sulla ‘botte piccola’ sarebbe troppo scontato per un campione come lui.