Riassaporare la libertà grazie al rugby

rugby oltre le sbarre

L’iniziativa Rugby oltre le sbarre ha permesso al primo detenuto di uscire dal carcere per allenarsi

Reinserimento e inclusione attraverso lo sport. C’è una bellissima iniziativa nel mondo del rugby che si propone di contribuire, grazie all’applicazione dei valori educativi di questa disciplina, alla risocializzazione dei detenuti nelle carceri italiane. Si chiama Rugby oltre le sbarre, ed è nata grazie Federazione Italiana Rugby e il supporto di numerosi volontari, oltre che di società locali che decidono di aderire. Ebbene, l’iniziativa ha raggiunto un importante traguardo. Mirko, un detenuto della Casa Circondariale di Rebibbia a Roma, ha ora la possibilità di allenarsi in esterno assieme alla squadra dei Bisonti Rugby, a Tor Bella Monaca.

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Ultimo aggiornamento il 20 Maggio 2019 19:29

Rugby oltre le sbarre, il traguardo di Mirko

Mirko si allena sul campetto della Casa Circondariale ogni mercoledì mattina, come parte del progetto Rugby oltre le sbarre che, al momento, vede coinvolti 18 istituiti di pena in Italia. Ma oggi è anche il primo detenuto che, grazie al rugby, ha ottenuto il permesso di uscire dal carcere. Una volta alla settimana, dalle 19 alle 23, per allenarsi.  Naturalmente Mirko è un detenuto modello. Gli anni che ancora lo separano dalla scarcerazione (2, dopo 11 di reclusione già scontati) saranno caratterizzati da momenti di libertà grazie allo sport. Un traguardo storico anche per i Bisonti Rugby, squadra nata a Frosinone nel 2011 e aderente al progetto.

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È un risultato importantissimo per il progetto Bisonti. Il nostro obiettivo è proprio quello dell’inclusione e del reinserimento attraverso lo sport. Un ringraziamento particolare va alla Direzione per la fiducia e naturalmente a Mirko per l’impegno e la passione” ha affermato Germana de Angelis, Presidente dei Bisonti. Con Rugby oltre le sbarre il gioco è proposto e praticato da Società tutor o singoli allenatori con il coordinamento di FIR. E con l’obiettivo di contribuire alla risocializzazione del detenuto, attraverso l’applicazione concreta dei valori educativi del rugby. Come il rispetto delle regole, dell’avversario, dell’arbitro, il sostegno del compagno. Insegnamenti preziosi per il reinserimento nella società civile.