Milena Bertolini, una frangia e un grande ct

Milena Bertolini
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Un Bignami sulla sua storia fatta di traguardi e successi (fino a qui)

Possiamo forse persino chiamarla affettuosamente ‘zazzera’, quella capigliatura che la Bertolini porta normalmente e che si caratterizza per una frangia lunga, sbarazzina e per una ‘coda’ di capelli portata lunga sul collo ma non troppo. Perché il commissario tecnico delle Azzurre ai Mondiali che debuttano oggi, aspettando l’esordio italiano di domenica, ci sembra quasi di conoscerla da vicino. Tanta è infatti la partecipazione e la stima derivate dall’aver riportato le calciatrici femminili a un Mondiale dopo venti lunghi anni. Per questo di lei vogliamo sapere tutto; e conoscere il Bignami Bertolini è anche un modo per tifare e prepararsi così alla competizione.

Ecco tutto quello che c’è da sapere sul mister azzurro.

Ultimo aggiornamento il 12 Novembre 2019 09:46

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Milena Bertolini: tutto sul ct della Nazionale

Classe 1966, emiliana, inizia come calciatrice nel ruolo di difensore centrale. Prima nella Reggiana, poi nel Modena, nel Prato, Sassari, Bologna e ancora con l’Agliana, il Fiammamonza, il Pisa e il Foroni. Rappresenta una delle due uniche ex giocatrici ad avere il titolo, ottenuto dopo essersi guadagnata la licenza UEFA Pro a Coverciano, utile per allenare una serie A maschile. L’altro profilo idoneo è quello di Carolina Morace. Nell’estate del 2017 subentra a Antonio Cabrini nell’allenamento della Nazionale con l’obbiettivo di far passare la squadra attraverso tutte le qualificazioni per il Mondiale. L’impresa riesce e oggi siamo qui sulla soglia di un grande sogno. Inoltre da quando ricopre con successo il ruolo di allenatrice si è spesso spesa pubblicamente per sostenere l’importanza del calcio femminile. Come a dire che aver rotto le barriere non serve se poi sei da sola. Per ora avvisa l’Australia, la prima avversaria del girone e in attesa del match del 9 giugno con l’Italia, che la squadra è quasi, il tono è umile, pronta. Del resto la aspetta un girone impegnativo con una big come il Brasile da affrontare e per ora bisogna volare basso. Ma intanto lei il suo traguardo già lo ha avuto. Da oggi il calcio è un po’ più donna.