Azzurre alla prima uscita tra estimatori e scettici

Nazionale italiana femminile calcio
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L’esordio è andato bene ma il pubblico si divide tra innamorati a prima vista e scettici

Azzurre contro l’Australia, è andata e buona la prima. Perché le azzurre hanno segnato un esordio timido durante il primo tempo contro la rivale subendo un primo gol ma hanno ritrovato la grinta nel secondo tempo, con due reti di cui una mozzafiato.

Però se l’Italia da tifare è tutta unita in un unico abbraccio, social e commentatori si sono divisi sulla effettiva spettacolarità del calcio femminile. Basta farsi un giro sui social per capire che quello che ha detto la ct su Rep “Vorrei che l’Italia si innamorasse un po’ di noi”, non è proprio sentito da tutti.

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Ultimo aggiornamento il 20 Luglio 2019 11:56
Ultimo aggiornamento il 20 Luglio 2019 11:56

Azzurre alla prima uscita, c’è chi le ama e chi le critica

C’è chi osserva dall’esterno ma sente il bisogno di dire che il calcio femminile non è all’altezza di quello maschile. Tanti elogi, qualche critica. Il calcio femminile non è abbastanza spettacolare e di livello quanto quello maschile, dicono alcuni. Altri si lasciano andare a commenti sessisti che non vogliamo ripetere qui. Come valutare quindi questo risultato di opinione e di percezione?

Premesso che le critiche sono tipiche di qualsiasi tifoseria e campionato, forse il segreto è lasciare che il calcio femminile segua il proprio specifico percorso. Fare paragoni con la serie A non ha molto senso, considerando che la prima ha avuto anni, saperi e tecniche molto ampie per svilupparsi mentre il secondo vive una fase iniziale del suo possibile percorso.

Inoltre quando si tifa una squadra lo si fa per tanti motivi spesso non per forza legati solo all’aspetto tecnico e agonistico. Si tifa per ciò che quel team rappresenta, in questo caso un’opportunità di sviluppo, una prima volta molto sentita, il simbolo di una società diversamente sportiva e inclusiva e infine una possibilità di identificazione nuova. Non si partecipa per stare lì con il cronometro della velocità raggiunta o dei centimetri saltati. O almeno questo non è l’approccio che hanno tutti sul tema.

Certo, quando il calcio ci ha educato per lungo tempo a un altro linguaggio come quello della serie A è difficile non fare paragoni. Ma forse aspettando la partita contro la Giamaica, è semplicemente arrivato il momento di divertirsi. Di lasciare a casa uno sguardo calcio-maschile-centrico e di godersi uno spettacolo che sicuramente è unico nel suo genere. Ce la faremo?