Ritiro serie A, i segreti della preparazione estiva

Ritiro serie A
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Business organizzativo e momento simbolico di rafforzamento dello spogliatoio. Le curiosità

L’estate sì, ma di fatica per il ritiro della serie A. Non è solo un quadro fatto di panfili e di sole quello che si prospetta dopo la fine del Campionato. Perché prima di andare in vacanza ci sono i ritiri della A, un preludio della prossima stagione che si svolge anteriormente alle ferie dei calciatori. Come si svolgeranno e secondo quale calendario? Ecco tutte le anticipazioni e i dettagli.

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Ritiro serie A: quando, come e dove

Ultimo aggiornamento il 20 Novembre 2019 05:39
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20 squadre e molte di esse sceglieranno la montagna, il fresco e una maggiore ossigenazione. Con una premessa economica-finanziaria. Il ritiro mette in moto una macchina molto grande fatta di accoglienza per le località che accolgono i giocatori, e di organizzazione, vista la grandezza dei team che accompagnano le squadre. Il periodo di riferimento? Solitamente tra la fine di giugno e i primi di luglio, compatibilmente con la gestione interna di ciascun club.

Il Bologna sarà a Castelrotto in Trentino Alto Adige, la Fiorentina a Moena, provincia di Trento, l’Inter a Lugano, la Juve a Torino. Per i giallorossi, come riporta il Corriere dello Sport, è via libera al ritiro in Trentino organizzato in tempi record. Si va a a Pinzolo, grazie all’ok del Comune. La squadra sarà ospitata dal 29 giugno al 7 luglio salvo proroga di un paio di giorni. Quarto anno di presenza per la squadra in compagnia, questa volta, del nuovo tecnico Fonseca. E poi spazio al centro sportivo a disposizione con due campi per gli allenamenti e la palestra per il lavoro muscolare e funzionale.

Il ritiro però è anche un momento simbolico che entra nel mito e che oggi è diventato una vera e propria forma di turismo calcistico. Dove si muovono le squadre si organizzano eventi, incontri con locali e tifosi, spesso si vola all’estero per le incursioni internazionali di altri circuiti e coppe. Tutto il contrario dell’atmosfera slow di un tempo, lontana dalle luci dello stadio. Poi c’è l’aneddotica degli anni passati tra leggenda e verità. Si dice dell’uso di droni da parte di Sarri con il Napoli e delle tante domande che si fanno gli allenatori su come gestire la squadra in tutti i momenti della giornata. Cosa vietare a tavola, come disporre i giocatori nelle cene, se tavolate uniche o gruppi di persone ristretti, il rapporto con qualche piccola trasgressione in giorni di massimo sforzo e concentrazione.

Ma infine sappiamo che non possiamo conoscere tutto, gli aspetti più pruriginosi, le espressioni di goliardia tra i giocatori, persino i conflitti. Lo spogliatoio, persino in trasferta, è un buco nero, anzi nerissimo.