Open Water, come dedicarsi al nuoto più estremo

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Consigli per nuotare in acque aperte e per chi desidera avvicinarsi a questo tipo di disciplina

Nuotare in acque aperte non è semplicemente ‘nuotare’. I repentini cambi di temperatura, le correnti: sono numerose le difficoltà che si possono incontrare durante una nuotata in mare aperto, specialmente se il traguardo è a diverse miglia di distanza. Tuttavia la passione per l’open water si nutre dell’adrenalina degli sport estremi, e chi pratica questa tipologia di nuoto ne trae un’immensa soddisfazione. Senza contare che il contatto con l’ambiente naturale è appagante di per sé. Diversi nuotatori professionisti si cimentano in gare di open water per testare le proprie potenzialità. Altri preferiscono dedicarsi esclusivamente al nuoto in acque aperte, tenendo la piscina come extrema ratio solo per qualche allenamento. Ma prima di arrivare a percorrere diverse miglia nell’Oceano, come si comincia a praticare questa disciplina così impegnativa?

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Ultimo aggiornamento il 20 Ottobre 2019 23:43

Open Water, consigli per nuotare in acque aperte

Saper nuotare in piscina non significa saper nuotare al mare, o un lago. Non si vede il fondo, non ci sono linee che indicano la direzione da seguire, si possono incontrare alghe e animali marini. E non c’è una rassicurante corda o bordo a cui aggrapparsi. Ecco che l’aspetto psicologico in questo tipo di nuoto diventa molto importante: ansia e panico non sono ammessi. Tanto che alcuni allenatori suggeriscono di trovare un modo per rilassarsi, una tecnica mentale che aiuti a ritrovare la calma (meditazione? visualizzare un’immagine? contare?) Col tempo naturalmente tutto migliora, e la confidenza con acque fredde e buie aumenta. Ma una regola fondamentale dell’open water, specialmente per i principianti, è quella di non praticarlo mai in solitaria.

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Inoltre, prima di tuffarsi è bene aver esplorato l’area: ci sono rocce? È una zona frequentata da meduse? Ci sono boe? Imbarcazioni? Reti da pesca? Dato che l’open water swim ha già di per sé una componente di rischio, è bene evitare tutti gli ‘imprevisti prevedibili’. Occorre sempre indossare una muta, perché la temperatura dell’acqua è solitamente molto, molto fredda in acque aperte. Fra l’altro, molte competizioni si tengono nei Paesi del nord o in pieno oceano. Anche in questo caso evitate gli imprevisti: nei punti in cui la muta sfrega sul corpo (il collo in particolare) mettete della vasellina per evitare fastidiose irritazioni. Sempre in tema temperatura, che è uno dei nodi cruciali dell’open water, occorre allenarsi bene nel mantenere il ritmo della respirazione regolare.

L’importante è non iperventilare, ma in ogni caso una brava allenatrice o allenatore fornirà tutte le indicazioni per imparare una tecnica di respirazione adatta al nuoto in mare aperto. Inoltre, ogni nuotatore tende a respirare da un lato preferito, ma nel caso delle acque aperte può non essere possibile usarlo (vento, correnti), e quindi è importante allenarsi a ruotare la testa e respirare comodamente da entrambi i lati del corpo. Infine è naturalmente fondamentale sviluppare resistenza, allenandosi a nuotare per anche un’ora senza toccare mai il bordo della vasca in piscina quando si comincia a fare pratica, nemmeno per cambiare direzione.