Tennis per non udenti, il primato di Duck-hee Lee

Duck-hee Lee
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Uno sforzo triplo per giocare insieme ai grandi che è emblematico di una bella parabola sportiva

Si sa che nello sport come nella vita, l’unico limite che esiste è solo quello successivo da superare. E quando parliamo di tennis per non udenti, la storia di Duck-hee Lee ha davvero dell’incredibile. Infatti si tratta del primo non udente a vincere in un Atp. Classe 1998, il sudcoreano è il primo atleta sordo a trionfare in una partita in un main draw del circuito. Qualche giorno fa a Winston-Salem il 21enne ha battuto in due set nel primo turno lo svizzero Henri Laaksonen. E appunto la sua vittoria non è stata una vincita di chi porta il peso della propria disabilità e per questo vive di competizione in un circuito parallelo, ma la celebrazione di un campione che si misura per essere come gli altri. Tra l’altro l’atleta è protagonista di uno sport che in Estremo Oriente sta vivendo un momento di successo dopo anni di parziale disinteresse.

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Ultimo aggiornamento il 12 Novembre 2019 11:50

Tennis per non udenti: Duck-hee Lee contro i pregiudizi

Giocare a tennis non potendo contare sul proprio udito può essere fortemente impegnativo per il giocatore. La difficoltà non risiede solo nel non poter sentire il punteggio o altri aspetti arbitrali della partita, ma anche nel non riuscire a percepire il ritmo e il rumore della pallina per capire parametri importanti come l’impatto sulla racchetta.

Per quel che riguarda la percezione di ciò che succede in campo, nel febbraio 2017 in una sfida di Coppa Davis contro l’Uzbekistan Duck-hee Lee continuò a giocare nonostante i giudici di linea avessero chiamato la palla fuori. Ma il sudcoreano, a cui è stata diagnosticata una forma di sordità dall’età di due anni, non si ferma a questi ‘dettagli’.

Con l’aiuto prezioso del coach Chung-hyo Woo sta dimostrando che il tennis può essere affrontato anche dai non udenti e con risultati molto buoni. Con un indizio che ha sottolineato un campione come Andy Murray a Repubblica. “È ovviamente un enorme svantaggio, quindi essere in grado di fare ciò che sta facendo è un enorme sforzo”. Una bella pagina di tennis e di vita davvero per tutti.