Exergames, la tecnologia combatte la pigrizia?

Exergames
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Si rinuncia alla dimensione sociale della palestra ma i vantaggi sono tanti

Exergames, i videogiochi orientati all’esercizio fisico, non sono il male ma una prospettiva per il futuro. Non sempre associamo la tecnologia al movimento. Anzi. Se si parla di videogiochi, spesso quest’ultima è proprio sinonimo di immobilismo, di una frenesia corporea delegata ad avatar virtuali e che mai investe in prima persona il soggetto. Si allenano i polsi e le dita questo sì, e molti sono rimasti ancorati a questa immagine tradizionale del rapporto tra gioco e persona.

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Exergames, parametri più precisi ma manca la dimensione sociale

Non è in realtà più così da tempo. Ossia da quando i videogiochi si sono sviluppati al punto da poter includere una vasta gamma di attività mutuate dallo sport duro e puro. Si chiamano exergames e sono l’unione delle parole exercise e games. Il matrimonio, che in realtà risale agli anni ’80, ha uno scopo: incoraggiare l’esercizio fisico. Tra le console che più si sono orientate intorno a questo sviluppo ci sono il Nintendo Wii e Xbox 360.

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Ultimo aggiornamento il 17 Settembre 2019 05:00

Ed è proprio combinando virtuale e reale che la tecnologia combatte la sedentarietà. La gamification, ossia la trasformazione di un’azione in un equilibrio di sistemi a premi, è anche utile nel fitness digitalizzato. Perché permettere di registrare con precisione i movimenti e di avere un feedback immediato della loro giustezza e della loro potenza. Calorie bruciate, correttezza della postura, tutto è misurabile e quindi infinitamente migliorabile. Inoltre il sistema si evolve grazie alle frontiere della realtà virtuale, con le maschere che liberano mani e corpi dai comandi o dai joystick. Poi certamente bisogna pensare anche alla psicologia e al contesto. Manca la dimensione della socialità, il fitness diventa più solitario e forse a mancare è anche la classica occhiata alla forma fisica del vicino che solitamente costringe a spingere ancora di più sui muscoli. Tuttavia è vero anche che lo stesso home fitness, l’allenamento in casa e non in palestra, ha una dimensione solitaria. Si perdono compagni di squat ma si acquistano minuti preziosi per fare esercizio nonostante la frenesia della vita moderna. Un equilibrio non facile da raggiungere che prevede quindi delle rinunce anche preziose.

I vantaggi tuttavia rimangono tanti. Pensiamo solo alla riabilitazione dei pazienti che non hanno la possibilità di muoversi o pagare costose terapie. Oppure all’impatto sui più giovani che possono esercitarsi con un mezzo, i videogiochi, vicini di molto al loro mondo. Insomma più che settore da scoprire, una vera e propria prateria da colonizzare.