Nicchi: “Rigori alla Lazio sacrosanti. Giusto non punire il tocco di mano di De Ligt”

“In Lazio-Atalanta ci sono due rigori sacrosanti, lo dice il regolamento. Giudicare la forza di un pestone non è compito nostro giudicarlo. Bisogna accettare gli episodi che accadono in campo e gli allenatori devono darci una mano, conoscendo bene il regolamento e facendo le discussioni nelle sedi opportune”. Marcello Nicchi, presidente dell’Associazione italiana arbitri,  è intervenuto a Radio Anch’io Sport, su Radio1, per difendere l’operato di Gianluca Rocchi dopo il duro attacco di Gasperini.

“L’episodio di De Ligt? La regole è chiara: quello di Juventus-Bologna – ha sentenziato Nicchi – non è calcio di rigore. L’unico caso in cui non c’è rigore quando il difensore ha il braccio largo è quando fa una giocata anche se non prende la palla”. Per il presidente dell’Aia, dunque, la decisione di Massimiliano Irrati di lasciar correre è stata corretta.

“Il regolamento non entusiasma”

E poi il numero uno dell’Aia ha tirato un primo bilancio stagionale. “Gli arbitri stanno lavorando bene applicando un regolamento che non entusiasma – aggiunge – il problema è che sono pochi gli addetti ai lavori che lo conoscono effettivamente. Se le regole hanno delle lacune non è colpa nostra, noi le applichiamo e lo stiamo facendo bene”.

Modificare le regole, però, non è un procedimento semplice. “Sul chi deve fare le regole, questo è un discorso diverso. Ci dovrebbe essere una riunione con calciatori, allenatori e arbitri e capire se una regola funziona o meno -specifica Nicchi-. Io non posso andare contro le regole. Gli organismi internazionali devono ascoltare quello che arriva dalle Federazioni in termini di regolamento. Ogni anno – ha proseguito – relazioniamo chi fa le regole, adesso dico di avere fiducia negli arbitri. Chi fa le regole dice che questo deve facilitare tutto sul fallo di mano, tranne che per il caso del fallo durante una giocata”.

I buu razzisti durante Samp-Roma

Domenica Fabio Maresca ha interrotto momentaneamente Sampdoria-Roma per degli ululati razzisti rivolti al doriano Ronaldo Vieira, con cui la società giallorossa si è poi scusata. Ma non spetta agli arbitri “andare a cercare sulle tribune quei cialtroni autori dei cori razzisti, ha detto Nicchi. “Siamo in prima linea per cacciare dai campi questi cialtroni che fanno i buu razzisti. Ai calciatori abbiamo detto, quando in campo vi sentite offesi, venite da noi. Vi abbracciamo, vi consoliamo. Di più non possiamo fare. L’arbitro è impegnatissimo a applicare le regole, c’è un protocollo preciso nel caso dei cori razzisti, con gli annunci dall’altoparlante e tutto il resto, ma non gli possiamo pure dare il compito di andare a cercare sulle tribune quelli che fanno i cori”.

La Var Room a Coverciano

“Con la Var room a Coverciano sarà la svolta, stiamo lavorando alla struttura seguendo le regole ma ci sono i tempi della burocrazia da rispettare. Speriamo di averla il prima possibile, perché con la sala VAR sarà anche più facile spiegare gli episodi. Invece – ha concluso Nicchi – la Var in B ci sarà quando la Lega B sarà pronta a sperimentarla prima e ad applicarla poi. Noi arbitri siamo pronti, sono le strutture che non ci sono”.