Milan, Maldini: “Io e Boban una garanzia, ma se Elliott non punta a vincere subito ce ne andiamo”

“La mia storia è pesante: la mia presenza e quella di Zvonimir Boban testimoniano che non vogliamo aspettare 10 o 15 anni per tornare a quei livelli. Siamo una garanzia. Se nell’idea della proprietà c’è la volontà di tornare competitivi tra 10-15 anni e fare dodici anni da squadra di media classifica, non saremo più a capo della direzione sportiva”. Parola di Paolo Maldini, direttore tecnico del Milan, che per la prima volta apre alla possibilità di lasciare il club.

“Il momento è delicato – ha spiegato a Sky – ma fa parte di una fase di ricrescita del club. Tre cambi di proprietà in pochi anni hanno minato la squadra e il cambio allenatore di quest’anno è una cosa che non ci aspettavamo, è stata una scelta presa a malincuore condivisa con il club ma c’era la necessità di affiancare un allenatore esperto e dalle idee forti ad una squadra giovane”.

Poi sull’eredità del passato Maldini ha aggiunto: “Abbiamo preso in mano un club con un grave passivo, abbiamo fatto un mercato a zero, siamo stati banditi dall’Europa anche per le gestioni precedenti. Il cammino è difficile”.

Il dirigente rossonero si dice poi molto legato a Silvio Berlusconi. “Un grandissimo presidente, il migliore che potessi avere. È una persona a cui voglio bene. La sua tendenza a fare spesso le battute lo rende inelegante, ma l’affetto per lui rimarrà sempre immutato”. Berlusconi aveva criticato l’attuale ad rossonero, Ivan Gazidis, dicendo che certe frasi – riferite al fatto che il fondo Elliott abbia salvato il Milan dalla Serie D – “vanno dette al bagno”.

Poi sulla voglia di torbare a vincere ha spiegato: “Ci vuole tempo, la mia storia è pesante. Il fatto che ci sia Zvone Boban con me fa capire che non vogliamo tornare a quel livello tra dieci anni. La nostra presenza dovrebbe dare una garanzia per un rientro in determinati livelli in tempi accettabili”.