Spina staccata e gambe pesanti. La corsa scudetto tra Juventus e Inter è una guerra di logoramento

Tutto come prima. L’Inter culla per qualche ora il sogno del sorpasso ai danni della Juventus, stoppata 1-1 dal Lecce al Via del Mare, ma non va oltre al 2-2 in casa contro il Parma. Le due big pagano le fatiche di coppa e il turnover forzato, ma anche delle disattenzioni di troppo. De Ligt, ancora una volta, è protagonista nella sua area con un tocco di mano che rende vano il vantaggio firmato da Dybala, sempre dal dischetto.

Nell’Inter, invece, male Brozovic nel ruolo di play: i suoi due errori nel primo tempo costano i gol del Parma e rendono evidente il peso dell’assenza di Sensi. A Karamoh e Gervinho rispondono un ritrovato Candreva e Lukaku. Ma il non aver approfittato del passo falso della squadra di Sarri dimostra come la società debba necessariamente tornare sul mercato. Non deve illudere la differenza, minima, in classifica. La Juve è più attrezzata, all’Inter giocano sempre gli stessi. E sul lungo periodo è destinata a una flessione. Il duello a distanza si ripete tra un paio di giorni: si torna in campo per l’infrasettimanale.

Sarri: “Ci è mancata la cattiveria”

“Ci siamo fatti trasportare in una partita sporca, dovevamo restare più lucidi. Abbiamo creato tanto, ma senza concretizzare. Possiamo discutere sulla mancanza di cattiveria, anche la gestione del vantaggio non mi è piaciuta. Siamo stati troppo passivi, mentre avremmo dovuto chiudere la partita”. L’analisi nel post gara di Maurizio Sarri è impeccabile. La nota positiva è che, anche senza Cristiano Ronaldo, la squadra ha creato (ma sprecato, soprattutto con Bernardeschi) tanto. Certo, con lui forse l’epilogo sarebbe stato diverso, ma “Cristiano si sentiva stanco, anche mentalmente. Venire in trasferta non gli avrebbe permesso di recuperare energie mentali e nervose”.

Le note negative, oltre ai due punti persi, sono l’incertezza mostrata da De Ligt e l’infortunio di Pjanic. Il bosniaco ha stupito tutti adattandosi al gioco di Sarri, ma il suo ko (muscolare) spaventa il tecnico. La speranza è di averlo a disposizione presto, nel frattempo toccherà a Bentancur sostituirlo: “Ha le caratteristiche per fare anche questo ruolo, chiaramente non ha l’esperienza di Pjanic, ma ci può giocare”. Magari già in casa col Genoa, nel turno infrasettimanale.

Conte: “Rosa corta, sono preoccupato”

Se da un lato Sarri manifesta calma, consapevole che si sia trattato di un passo falso isolato, Antonio Conte invece si definisce “preoccupato”. In sostanza, non reputa la rosa all’altezza della corsa scudetto, almeno per ora. “È stato il peggior primo tempo da quando sono all’Inter”. Ma non se la prende con la squadra. “È la terza partita in pochi giorni e stanno giocando bene o male gli stessi. Per questo motivo non sono sereno. Diventa difficile fare Champions e campionato con una rosa ridotta ai minimi termini. Dobbiamo fare delle valutazioni insieme alla società e capire dove fare meglio. Sono preoccupato”.

Parole forti, anche perché la classifica dice che l’Inter è comunque appena dietro la Juve. Ma l’aver mandato in campo Esposito sia in Champions sia in campionato è un chiaro segnale lanciato dal tecnico: ‘siamo questi, di più non si può fare’. Resta da vedere se l’appello verrà colto nel mercato di gennaio dalla società. Perché oggi, per Conte, parlare di scudetto è improponibile: “Quando sento certi discorsi mi vengono i peli dritti’”.

Stando al campo, i tanti impegni in pochi giorni hanno effettivamente palesato le difficoltà dell’Inter. Aver evitato la sconfitta è più un bicchiere mezzo pieno, che mezzo vuoto (al contrario del pareggio della Juve a Lecce). Lukaku sembra lontano dal top della forma e da Lautaro Martinez non ci può aspettare sempre il gol. Male Brozovic, male anche il reparto arretrato, squarciato dalla velocità di Karamoh e Gervinho.

La sensazione è che il passo non sia ancora da grande squadra, ma se alla nona giornata la differenza con la Juve è di un solo punto significa che la strada è quella giusta. E che, dichiarazioni di Conte a parte, si può anche sognare in grande. A partire dalla sfida di martedì sera col Brescia di Mario Balotelli. Dopo Karamoh, un altro ex col dente avvelenato sulla strada dei nerazzurri.