Juventus, la furia di Ronaldo l’Intoccabile che Sarri è costretto a perdonare

Paulo Dybala e Cristiano Ronaldo, le due facce della medaglia. L’argentino, vicino alla cessione in estate, entra dalla panchina e segna il gol che vale la vittoria di misura contro il Milan, ma soprattutto il controsorpasso in classifica ai danni dell’Inter. Il portoghese, invece, delude ancora una volta. Seconda sostituzione nella stessa settimana dopo quella di mercoledì sera a Mosca, in Champions League, sull’1-1. CR7, richiamato da Maurizio Sarri anche allo Stadium, tira dritto verso gli spogliatoi, senza rimanere in campo a guardare i suoi compagni.

Il Ronaldo Fuorioso sarebbe addirittura andato via prima dallo Stadium. Per chiunque altro, alla Juve, significherebbe multa. Per il re, invece, si parla più di lesa maestà da parte di un tecnico che, a fine partita, lo difende. E scarica la patata bollente alla società e ai compagni.

Sarri: “Ronaldo? È bello che si arrabbi”

Il calcio conservativo di Massimiliano Allegri ha fatto arrabbiare per anni molti tifosi juventini, ubriachi di vittorie dentro i confini nazionali ma decisamente sobri in Europa. L’arrivo di Sarri ha portato in dote la speranza di assistere a un calcio diverso, come quello ammirato a Napoli con il toscano in panchina. Ebbene, questa Juve fa fatica. E fa fatica anche Cristiano Ronaldo, lontano dalla forma migliore.

La vittoria col Milan è amara soprattutto per l’episodio legato al portoghese. “Non è un problema, anzi – spiega Sarri a fine partita –. Bisogna ringraziarlo perché si è messo a disposizione in condizioni fisiche non eccezionali. Negli ultimi 20-25 giorni sta convivendo con un problema al ginocchio dopo un colpo preso in allenamento, che gli dà problemi quando calcia e che lo sta condizionando. La reazione? Tanti avrebbero fatto un passo indietro stamattina, ma lui ha giocato. Era in difficoltà. A un allenatore fa piacere, penso sia normale. Quando togli un calciatore che sta dando tutto ci stanno i cinque minuti di incazzatura. Ha lasciato prima lo stadio? Non lo so, se è vero è un problema da risolvere coi suoi compagni”.

La Juventus segna meno del Sassuolo

Caso Ronaldo a parte, alla Juventus restano comunque tre punti d’oro che le consentono di restare al primo posto allo scoccare della sosta per le Nazionali. Ha la miglior difesa del torneo, ma ha solo il settimo attacco, un gol in meno del Sassuolo: “Siamo stati disposti a soffrire, abbiamo aperto spazi dando via la palla in maniera banale in qualche situazione. La squadra si è comunque espressa su alti livelli. Il Milan ha tirato in porta, ma quasi sempre solo da fuori”. Insomma, per Sarri va bene così.

Pioli, media punti da retrocessione

Decisamente amareggiato il collega rossonero, Stefano Pioli: “Abbiamo giocato alla pari della Juventus, forse anche di più: è mancato il risultato, che in questo momento ci serve. Da mercoledì a Milanello ci sarà la classifica appesa fuori perché non dobbiamo indietreggiare di un centimetro, dobbiamo crescere ancora. Giusto preoccuparsi perché il Milan non può stare dove è adesso. La prestazione è stata buona, ma dobbiamo dare qualcosa in più, io per primo”.

In questo momento i rossoneri hanno solo quattro lunghezze di vantaggio sulla Sampdoria, terzultima. In cinque partite, il Milan di Pioli ha messo insieme quattro punti, una media di 0,8 a partita. Ha fatto peggio di Marco Giampaolo, che con nove in sette partite non era andato oltre la media di 1,28. Un passo da retrocessione. E dopo la sosta, a San Siro, arriva il Napoli di Carlo Ancelotti.