I segreti del miracoloso Cagliari di Maran sull’isola che sogna la Champions

“Se conquistiamo l’Europa mi tatuo i quattro mori”. Rolando Maran, tecnico del Cagliari, lo aveva dichiarato prima dell’incontro con la Fiorentina. Ora, dopo aver visto probabilmente il più bel Cagliari stagionale contro i viola, potrebbe già procurarsi qualche preventivo per il tattoo. A nulla è valso il suo tentativo di riportare tutti con i piedi per terra dopo la cinquina rifilata alla squadra di Vincenzo Montella. “Ma quale tatuaggio, di Europa non voglio sentir parlare”. Che tradotto suona più o meno come: “Il mio Cagliari ha tutte le carte in regola per centrarla l’Europa, quindi meglio continuare a pedalare senza grilli per la testa”. Sì, perché la sua squadra vola e non si vedono nubi all’orizzonte: terzo posto a pari punti con la Lazio e tifosi che sognano a occhi aperti la lotta per la Champions League.

Una grande squadra per il centenario

I meriti sono da dividere tra tutti gli attori, ma alla base di questa grande stagione c’è la visione del presidente Tommaso Giulini. Lui che nell’anno del centenario del club ha voluto comporre una squadra di alto livello. Dopo la cessione di Barella all’Inter, il numero uno dei sardi ha messo insieme un bel gruzzolo che è stato investito sul mercato.

Il Cagliari oggi ha una delle migliori mediane del campionato: Nandez, Rog e Nainggolan, coadiuvati da un pimpante Cigarini e da un energico Ionita, non sfigurerebbero in quasi nessuna piazza. Poi Simeone davanti e Olsen in porta, due che stavano per fare il grande salto in avanti in club più grandi e hanno mancato l’occasione: tanta voglia di riscatto e tanto da dimostrare per loro. I nuovi arrivi hanno stravolto il Cagliari in positivo.

Un avvio difficile

Eppure l’inizio del campionato è stato da brividi, subito uno scivolone in casa contro il Brescia. Poi un altro, sempre alla Saredegna Arena ma più comprensibile, con l’Inter. Zero punti dopo due incontri in casa. Nella trasferta di Parma però i sardi si ritrovano, vincono 3-1 e da allora non perdono più. Una striscia ancora aperta fatta di sette vittorie e tre pareggi. Non mancano scalpi importanti, come quelli di Napoli e Atalanta, ottenuti entrambi a domicilio.

Il leader è Nainggolan

Se la mente è il presidente e il direttore di orchestra è l’allenatore, il leader in campo è Radja Nainggolan. Il ritorno in Sardegna, dopo 5 anni passati tra Roma e Inter, non ha tradito le attese: il ninja è il trascinatore di questa squadra. Contro la Fiorentina ha sfoggiato una prestazione da stropicciarsi gli occhi: tre assist e un eurogol. Quando è uscito dal campo per la meritata standing ovation concessagli da Maran, i tifosi della Sardegna Arena non smettevano di applaudirlo. Cagliari sembra essere la sua isola felice: l’affetto dei tifosi lo ha fatto rifiorire quando in tanti lo davano già sul viale del tramonto.

La partita perfetta del Cagliari, macchiata solo in piccolissima misura dalla doppietta di Dusan Vlahovic, arriva nella settimana in cui il suo mito più splendente compie 75 anni. Gigi Riva, eroe della Nazionale e del gruppo rossoblu campione d’Italia nel 1970, compie 75 anni. Rombo di tuono ha scritto una storia bellissima, ma una altrettanto esaltante stanno provando a scriverla i ragazzi di Maran. Lo scudetto è un obiettivo proibitivo, ma l’Europa no. Il Cagliari è una candidata credibile alle prime sette posizioni della classifica. Nell’anno del centenario, con una squadra così non crederci sarebbe un grosso errore.