F1, Leclerc si ispira a Senna. La leggenda delle corse che in Brasile non morirà mai

Non c’è più in palio alcun titolo mondiale, ma il Gran Premio del Brasile è sempre un appuntamento molto atteso dai tifosi della Formula 1. Gli appassionati sulle tribune del circuito di Interlagos sono sempre numerosi: d’altronde il Paese è terra di campioni del mondo. Il tifo è per lo più per la Ferrari, e non potrebbe essere altrimenti data la presenza massiccia di immigrati italiani in tutto lo stato di San Paolo. Non mancano però i sostenitori della Mercedes dopo il dominio degli ultimi anni. Per questo la torcida si scatena per Hamilton, ma anche Verstappen (sua la pole position) e Vettel hanno successo. In ascesa da quest’anno c’è anche l’astro nascente della scuderia in rosso: Charles Leclerc.

Proprio il pilota monegasco ha confessato di avere un feeling particolare con il tracciato paulista. “Quando giocavo con i videogame da bambino sceglievo sempre questa pista, per cui posso dirmi un grande appassionato”, ha confessato il giovane pilota della Ferrari, che ad ottobre ha compiuto 22 anni. “Il circuito è molto divertente: un giro corto nel quale ci sono anche curve molto diverse fra loro oltre a rettilinei abbastanza lunghi”, ha continuato Leclerc parlando di quello che considera un Gran Premio speciale per tanti motivi. “Il Brasile non è solo una nazione nella quale c’è una enorme passione per il nostro sport: è anche la patria di Ayrton Senna, il pilota al quale probabilmente mi sono ispirato di più. Era un gran talento e una persona speciale e questo Gran Premio ci porta sempre alla mente la sua leggenda”.

Venticinque anni fa l’incidente

Impossibile gareggiare a Interlagos e non pensare ad Ayrton Senna, anche se quando Senna morì non era ancora nato. È questo il caso di Leclerc, ma in ogni caso il mito del pilota nato proprio a San Paolo ha influenzato anche un pilota giovane come lui. Qui in Brasile Senna sembra non esser mai scomparso quel pomeriggio del primo maggio del 1994: un pomeriggio surreale per tutto il popolo brasiliano. Fu tale lo shock provocato dalla sua morte, che il governo brasiliano decise di proclamare tre giorni di lutto nazionale.

La Fondazione curata dalla sorella

In ogni caso il nome di Senna continua a entrare nelle case brasiliane anche a 25 anni dalla tragedia del Gran Premio di San Marino. A portarlo sono le opere della fondazione che porta il suo nome e che venne fondata da sua sorella Viviane proprio nell’anno della morte di suo fratello. “I ricchi non possono vivere su un’isola circondata da un oceano di povertà. Noi respiriamo tutti la stessa aria. Bisogna dare a tutti la stessa possibilità”. Così parlava Ayrton e non poteva certo immaginare cosa avrebbe fatto una fondazione col suo nome. Lui che era nato in una famiglia ricca e non aveva mai avuto i problemi con i quali una grande fetta della popolazione brasiliana è costretta a convivere tutti i giorni.

In prima fila per gli ultimi

Negli ultimi anni della sua carriera Senna si era avvicinato sempre più ad associazioni benefiche e furono ingenti le sue donazioni. Di questo si ebbe notizia solo dopo la sua morte. A renderlo noto fu proprio la sorella, che al termine di quell’anno orribile per la sua famiglia, decise di tenere vivo il ricordo del fratello e di creare una fondazione per assicurare un’istruzione ai tanti bambini poveri del Brasile. In un quarto di secolo di attività la fondazione è riuscita a garantire un’istruzione a più di 26 milioni di alunni e una formazione a più di 260mila insegnanti attraverso l’Instituto Ayrton Senna. Numeri importanti che fanno capire quanto la fondazione sia presente su tutto il territorio brasiliano e quanto sia influente, ancora oggi, il nome di Ayrton Senna.