Marotta e Paratici, Inter-Juve non si gioca solo in campo. Per Chiesa e Tonali l’ultimo scontro tra maestro e allievo

marotta e paratici

“Io sceglievo i giocatori, lui interveniva nell’ultima fase. Perché conosce bene i numeri e sa fino a dove si può portare avanti una trattativa”. Così Fabio Paratici, uomo mercato della Juventus, un anno fa. Il microfono era quello di SkySport, il riferimento era Beppe Marotta, amministratore delegato dell’Inter e suo diretto competitor dopo averlo avuto come collega in bianconero. La loro è una guerra, che trova la proverbiale scintilla nell’affare Cristiano Ronaldo. Voluto dal primo, mal digerito dal secondo (con tanto di addio e passaggio ai rivali nerazzurri).

Inter-Juve non è solo un duello per lo scudetto, una sfida tra Conte e Sarri, una resa dei conti tra CR7 e Lukaku. È una partita a scacchi tra due dirigenti. Marotta e Paratici, l’allievo contro il maestro. A volte sembra che si facciano dispetti reciproci, per disturbare l’uno le trattative dell’altro. E magari è così (vedi l’affare Lukaku). Altre volte, invece, è battaglia vera per portare nei rispettivi club i talenti più cristallini. Il mercato di gennaio è alle porte, ma si sta facendo incetta di munizioni per quello estivo.

Rakitic e Florenzi le sfide di gennaio

L’Inter, con Antonio Conte, ha avviato un processo di rifondazione importante. I nerazzurri stanno facendo un campionato pazzesco, nemmeno il più ottimista dei tifosi avrebbe pensato a una situazione di classifica come quella attuale. La rosa, però è corta: l’allenatore lo ha detto in tutte le salse e il club è pronto ad accontentarlo. I nomi di Giroud e Vidal, cui si affiancano quelli di De Paul e Mertens, sono i più ricorrenti, ma è difficile accaparrarsi top player a metà stagione. Qualora saltasse il francese, infatti, il piano B sarebbe riportare a casa Pinamonti (soprattutto nel caso in cui Piatek tornasse al Genoa). Stesso discorso per la Juventus, che culla il sogno Paul Pogba e cerca un vice Higuain.

Strategie di mercato che sembrano lontane, ma che si incrociano su alcuni calciatori. A Marotta e Paratici piace Ivan Rakitic. Lui è un top player, ma vuole andare via dal Barcellona. L’Italia sarebbe destinazione gradita. Stesso discorso per Alessandro Florenzi. Punto fermo della Nazionale di Mancini nonostante le tante panchine alla Roma, non vuole perdersi l’Europeo e vuole tornare protagonista. È un pupillo di Conte, ma anche un tassello perfetto per Sarri.

Attenzione poi a Dejan Kulusevski, che a Parma sta facendo benissimo. Il cartellino è dell’Atalanta, stando alla stampa UK piace tanto a Manchester United e Arsenal. Se ne riparlerà comunque a luglio, l’allenatore gialloblù D’Aversa è stato chiaro: “Non si muove fino a giugno”.

Inter-Juve, i duelli del futuro

Kulusevski, però, è solo l’antipasto. Le portate principali del mercato estivo sono altre. Due, in particolare: Federico Chiesa e Sandro Tonali. Il primo è stato vicino alla Juventus già nella scorsa estate. Affare sfumato per l’ingresso in società di Rocco Commisso: la cessione dell’esterno d’attacco, però, è solo rimandata. Piace tantissimo a Conte, che lo piazzerebbe a destra nel suo 3-5-2. Piace tantissimo a Sarri, che lo schiererebbe in un 4-3-3. La Juventus sembra in vantaggio. Qualche mese fa avrebbe offerto un quinquennale al giocatore. Adesso si sta preparando per tornare alla carica.

L’Inter invece sembra avanti sul fronte Tonali. Massimo Cellino gongola: il centrocampista, classe 2000, vale già circa 40 milioni di euro, la vetrina dell’Europeo potrebbe poi attirare anche big dall’estero. Andrebbe a comporre un centrocampo potenzialmente tutto italiano con Sensi e Barella, se scegliesse l’Inter. Una notizia, dato che per anni quella nerazzurra è stata la big meno rappresentata nella Nazionale nostrana. Ma non è da escludere l’assalto della Juventus, che ha nel portafoglio e nelle contropartite tecniche le sue armi per strappare i giovani alle sue competitor. La speranza, comunque, è che resti in Italia. A deciderlo saranno Marotta e Paratici. Due tipi che non si tirano indietro quando c’è da mettere a segno un colpo così.