Flamengo-River, nella finale di Copa Libertadores l’eterna sfida tra Brasile e Argentina

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RIO DE JANEIRO – Inizialmente doveva disputarsi a Santiago del Cile, ma le violente proteste scoppiate qualche settimana fa hanno convinto i vertici della Conmebol a cambiare sede della partita. E allora in una Lima blindata, scendono in campo due delle società più blasonate e tifate del Sudamerica: FlamengoRiver Plate deciderà la squadra che vincerà la 60esima edizione della Copa Libertadores.

Zico e l’anno d’oro 1981

Ma se da una parte il River Plate è un habitué delle fasi finali della competizione, nelle ultime quattro edizioni è stato una volta semifinalista e due volte ha alzato al cielo il trofeo, per il Flamengo si tratta di una partita storica. A Rio de Janeiro i tifosi rossoneri cantano ancora di quel magico 1981, quando capitan Zico sollevava prima la Libertadores e poi la Coppa Intercontinentale, conquistata a Tokyo schiantando il Liverpool per 3-0.

Quella fu l’unica apparizione in una finale della Libertadores del ‘Mengao’, come lo chiamano affettuosamente i suoi tifosi. Per questo l’entusiamo nella città carioca è alla stelle. Nonostante ci siano altre tre grandi squadre, Botafogo, Fluminense e Vasco da Gama, la maggior parte dei carioca ha sangue rubro negro. Per le strade di Rio sventolando bandiere da tutte le parti, tanto nelle favelas, quanto nei quartieri chic del centro. Il Fla unisce i ceti sociali a queste latitudini e in giro è un groviglio di maglie, casacche e bandiere rossonere.

Fla col campionato in tasca

Sì, perché a differenza del River, la squadra di Jorge Jesus ha praticamente vinto anche il campionato. A cinque giornate dal termine il Flamengo ha un vantaggio di 13 punti sulla seconda in classifica, il Palmeiras. E se anche il ‘Brasileirao’ mancava da 10 anni, allora deve proprio trattarsi dell’anno di grazia, si ripetono per incoraggiarsi i tifosi della squadra che nel 1895 veniva fondata come società di canottaggio.

“Abbiamo già vinto la nostra finale”

Ma attenzione perché proprio l’inesperienza e l’eccessivo entusiasmo, vedi il cordone di migliaia di tifosi carioca che ha accompagnato il pullman della squadra a prendere l’aereo in direzione Perù, potrebbe giocare a sfavore in una partita secca. Gli argentini sono squadra esperta e cinica. Colpiscono e riescono a tenere botta. Anche così sono riusciti ad eliminare in semifinale, dopo averli battuti lo scorso anno anche in finale di Libertadores, i detestati concittadini del Boca Juniors. “Noi la nostra finale da sogno l’abbiamo già vinta”, ripetono come un mantra i tifosi ‘Millonarios’. Ma si sa, la tranquillità e la preparazione a tipi di incontri come Flamengo-River Plate non è mai un punto a sfavore, anzi.

Il River Plate parte sfavorito

E allora ecco che in una Lima infarcita di poliziotti, ce ne saranno circa diecimila a presidiare lo stadio Monumental, Flamengo-River sarà l’ultimo capitolo dell’eterna sfida continentale tra argentini e brasiliani andrà di nuovo in scena. Da una parte una squadra molto tecnica, quella brasiliana, dall’altra un team quadrato, quello argentino.

I bookmaker danno leggermente favorita la squadra carioca che ha in Gabigol, lontanissimo parente del giocatore visto all’Inter e miglior marcatore della competizione con 7 reti, e in Bruno Henrique ed Everton Ribeiro le sue frecce più acuminate. Di fronte però si troveranno un monolitico 4-4-2 argentino pronto a pungere con Suarez e Borré, ed eventualmente con Pratto dalla panchina.