Chris Smalling, il difensore goleador che ha conquistato Roma col silenzio

chris smalling

Un gol, un assist e porta inviolata: a un difensore non si può chiedere di più. Il 13° turno di Serie A ha visto la Roma imporsi per 3-0 sul Brescia. Grande protagonista in maglia giallorossa è stato un giocatore arrivato certamente non sotto le luci dei riflettori. Si tratta di Chris Smalling, difensore proveniente dal Manchester United e capace di incidere contro le rondinelle con un gol e un assist. La ciliegina sulla torta di un inizio di stagione super per il centrale inglese.

Studente o calciatore? Decide il Fulham

Nato a Greenwich il 22 novembre 1989, Chris Smalling vive un’infanzia non facile perdendo il padre all’età di 5 anni. La madre cresce da sola lui e il fratello minore, educandoli con l’idea che la scuola venga prima dello sport. Chris si mostra abile in diverse discipline sportive (basket, rugby, judo), prima di scegliere definitivamente il calcio ed entrare nelle giovanili del Millwall nel 2002.

Durante l’esperienza ai Lions prosegue il suo percorso di studi con ottimi risultati, tanto da superare nel 2008 gli A levels (miglior risultato del sistema scolastico inglese). Per il ragazzo potrebbe cominciare una brillante carriera universitaria (lui vorrebbe studiare economia e finanza), ma arriva una di quelle chiamate che non si possono rifiutare. Il Fulham infatti si interessa a lui e lo ingaggia nel giugno 2008.

La chiamata di Ferguson

L’esordio con i Cottagers arriva nell’ultima giornata della Premier League 2008/2009, nel match perso per 0-2 contro l’Everton. Il difensore comincia a giocare con regolarità dalla stagione successiva, ben figurando a tal punto da meritarsi le attenzioni di Alex Ferguson. Il passaggio al Manchester United si materializza nel gennaio del 2010, ma Smalling resta in prestito al Fulham fino al termine della stagione. Con i Red Devils il difensore colleziona 323 presenze e 18 gol, vincendo due campionati, una FA Cup, una Coppa di lega, quattro Community Shield e una Europa League.

Un cuore grande così

Esperienza lunga prolifica e caratterizzata da episodi da ricordare nel bene e nel male. Nel 2014, Smalling si presentò ad una festa vestito da kamikaze, sollevando un importante polverone mediatico. Dei suoi anni a Manchester, però, è da rimarcare anche ciò che avviene in occasione della sua ultima apparizione a Old Trafford.

Prima del match contro il Chelsea, che apre la Premier League 2019/20 dello United, Smalling viene a sapere della morte della madre di Gui, un ragazzino di 13 anni del Football Beyond Borders (un programma educativo per giovani cresciuti in contesti problematici, di cui il calciatore è un convinto sostenitore). Il difensore decide di invitarlo alla partita, al termine della quale gli concede delle foto insieme anche ai compagni Pogba e James. Un gesto di grande umanità, nei confronti di un giovane che ha vissuto un precoce lutto familiare simile al suo.

A Roma un avvio da protagonista

Nell’estate del 2019, Smalling prende atto di non rientrare nei piani del tecnico dei Red Devils Soslkjaer. Per il centrale inglese arriva il momento di trovare nuovi stimoli e soprattutto una nuova sistemazione. Negli ultimi giorni del mercato estivo si concretizza il suo passaggio alla Roma, in prestito fino al termine della stagione. L’arrivo di Smalling non viene accolto con grande entusiasmo dai tifosi, convinti che non abbia compensato la cessione di Kostas Manolas al Napoli. Ci sono inoltre dubbi sia sulle sue condizioni fisiche che sulla sua capacità di adattarsi al calcio italiano.

Le prime giornate sembrano dare ragione agli scettici: panchina contro la Lazio e out per un affaticamento muscolare contro Sassuolo e Bologna. Dalla sfida successiva contro l’Atalanta, però, Chris Smalling diventa un titolare inamovibile nello scacchiere del tecnico Fonseca. In coppia con Gianluca Mancini (o con altri compagni di reparto quando l’ex Atalanta scala a centrocampo per mancanza di alternative) il giocatore inglese garantisce grande solidità alla formazione giallorossa. Nelle 9 partite con Smalling titolare, la Roma subisce 7 reti: le stesse che aveva subito nelle prime 4 gare di campionato. Oltre a proteggere nel migliore dei modi l’area romanista, l’ex United si dimostra decisivo anche in quella avversaria: già due gol e un assist nei suoi primi mesi italiani.

La partita del riscatto

Un rendimento che ha convinto tecnico, dirigenti e finalmente anche i tifosi. Le prestazioni di Smalling, però, non sono sfuggite agli occhi dei dirigenti del Manchester United, decisi a chiedere alla Roma una cifra importante per il riscatto del sua cartellino. A breve dovrebbe esserci un incontro tra le parti: i Red Devils chiedono 18 milioni, il ds giallorosso Gianluca Petrachi punta ad uno sconto. Ancora incerto dunque il futuro di Smalling che, con il lavoro e la dedizione, ha smentito con i fatti giudizi troppo affrettati.