Nainggolan: “Sto mostrando all’Inter che ha fatto un errore a cedermi. Conte mi voleva, altri sopra di lui no”

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Il calcio è fatto di motivazioni, e di queste si sta nutrendo a Cagliari Radja Nainggolan, dopo che l’avventura a Milano è finita in malo modo. “Avevo tre anni di contratto con l’Inter. Anche la Fiorentina e altri club erano interessati. Ma ho preferito optare per una squadra e una città che conoscevo. Allora perché non scegliere la città in cui mia moglie ha sempre vissuto?”.

“Conte mi voleva, ha scelto qualcun’altro”

Protagonista di un Cagliari lanciato in zona Champions, tornando sull’addio ai nerazzurri di questa estate il  belga, intervistato da Eleven Sports, non nasconde l’amarezza per la fine della sua esperienza in nerazzurro. “Volevo rimanere all’Inter, ma il club ha scelto di non fare affidamento su di me e ho dovuto accettare quella decisione. E ora per me è importante mostrare all’Inter ogni settimana che hanno commesso un errore”. Nainggolan ha quindi colto l’occasione per porre fine alle voci secondo cui a non volerlo sia stato Antonio Conte. “Conte mi ha detto che gli piacevo molto come giocatore. La decisione è stata presa da qualcuno sopra di lui”.

“Non ho mai dato problemi col Belgio”

Il ‘Ninja’, escluso dai convocati per il Mondiale di Russia, ha poi dichiarato che non tornerà più in nazionale, anche nel caso cambiasse il commissario tecnico. “Se tiri una corda troppo a lungo, questa si spezza”. Martinez “mi ha detto che non poteva darmi lo stesso ruolo della Roma che quell’anno aveva giocato la semifinale di Champions League”, ha continuato il centrocampista. “Ma io non chiedevo assolutamente un posto da titolare. La sua spiegazione non aveva senso, per me è finita lì”.

Secondo il giocatore, la sua immagine è ora offuscata in Belgio: “Non so se mi sono sentito sempre accettato. La gente pensava che fossi il problema perché non giocavo né con Wilmots, né con Martinez. Ma potete chiedere a qualsiasi giocatore se ho mai avuto problemi con la squadra nazionale. Anzi, portavo buonumore nel gruppo. Forse gli allenatori – ha aggiunto – avevano delle preferenze e io non facevo parte di queste”.