Via Ancelotti, Napoli a Gattuso. Storia di un esonero nonostante gli ottavi di Champions

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Giù il sipario. Carlo Ancelotti chiude la sua esperienza a Napoli ottenendo la qualificazione agli ottavi di Champions League grazie al 4-0 rifilato al Genk. Un esonero annunciato. Non aveva mai vinto con quattro reti di scarto, lo ha fatto in un San Paolo semivuoto (poco più di 22 mila spettatori). Tris di Milik e poker di Mertens, secondo posto nel girone E alle spalle dei campioni d’Europa del Liverpool, miglior difesa del gruppo (4 gol incassati) e soprattutto nessuna sconfitta. Non era mai accaduto nella storia del club. Tutto questo non è bastato a convincere Aurelio De Laurentiis. Via l’allenatore ex Milan, troppo deludente l’andamento in campionato (settimo posto, a 17 punti dalla vetta e a 8 dalla zona Champions), dentro un altro ex Milan, Gennaro Gattuso.

Da Milik a Milik

L’ultima vittoria del Napoli in campionato è datata 19 ottobre: 2-0 al Verona, doppietta di Milik. Quattro giorni dopo è arrivato il successo in Champions League a Salisburgo, 2-3. Da allora, sette pareggi e due ko. Un andamento che è costato agli azzurri la zona Europa in campionato. Oggi sono settimi con 21 punti, lontani sei lunghezze dall’Atalanta sesta, ma soprattutto a -17 dal primo posto. Troppi per chi, negli ultimi anni, era abituato comunque a essere il primo rivale della Juventus. Qualcosa si è rotto con il ritiro prima imposto poi revocato a causa di un ammutinamento. Tensioni tra i giocatori e la proprietà, Ancelotti che prova a mediare e a scongiurare il ritiro in un clima pessimo. La questione pendente dei rinnovi di calciatori importanti come Mertens.

Insomma, lo spogliatoio diventa una polveriera e dopo la sconfitta interna col Bologna Aurelio De Laurentiis pensa, forse per la prima volta, all’esonero. Si trattiene, vuole una reazione, aspetta la trasferta di Udine: l’1-1 finale non lo soddisfa, la decisione è presa. Ma aspetta di chiudere il discorso Champions prima del ribaltone. Milik torna a segnare e il Napoli torna a vincere. Troppo tardi. Sono le 23:38 quando la società, via Twitter, comunica l’esonero. Non sono bastate le dichiarazioni a fine gara di Koulibaly, Zielinski, Manolas e Milik, tutti con Ancelotti. Così come non è bastato il calore dei 22 mila presenti sugli spalti, che a fine lo hanno applaudito, proprio mentre De Laurentiis lasciava lo stadio. Insomma, nonostante squadra e pubblico fossero dalla sua parte, il presidente ha deciso di aprire le finestre e di cambiare aria. Troppo grande il passo indietro in campionato rispetto alla passa stagione, quando a questo punto del torneo i punti erano 35 (14 in più). Toccherà a Gattuso provare a rimontare.

Con Gattuso 4-3-3 fino al mercato

Il nuovo Napoli di Gattuso debutterà nell’anticipo di sabato 14 dicembre, alle ore 18, contro il Parma. Il suo staff sarà lo stesso di quello avuto al Milan, a partire dal vice Luigi Riccio. E a vedere i risultati attuali dei rossoneri viene da pensare che Gattuso abbia fatto i miracoli, accarezzando il quarto posto fino all’ultima giornata dello scorso campionato. Giocherà probabilmente col 4-3-3, che è il suo riferimento tattico (in realtà poco apprezzato dal suo predecessore). Con l’arrivo di Gattuso potrebbe cambiare qualcosa nella gestione degli uomini. Magari un coinvolgimento maggiore di Hysaj, visto l’infortunio a sinistra di Ghoulam, con Mario Rui meno certo del posto.

A centrocampo intoccabile Fabian Ruiz, così come Allan, che ricorda molto il Gattuso calciatore. Il terzo potrebbe essere Elmas, magari con Zielinski nel tridente. Si vedrà tra qualche giorno, tutta la rosa sa bene che con Parma e Sassuolo ci si potrà giocare la permanenza nel Napoli. Poi arriverà il mercato (soprattutto per quelli in scadenza, vedi Callejon e Mertens). A febbraio tornerà la Champions, ad oggi l’unico obiettivo non compromesso, anche se la strada europea è ripida: il rischio è di incrociare, agli ottavi, una tra Barcellona, Manchester City, Paris Saint Germain, Bayern Monaco. Più abbordabili, sulla carta, Valencia e Lipsia.

Ancelotti all’Arsenal

Per Ancelotti, però, non sarà un problema trovare un’altra panchina. L’ipotesi più accreditata è quella dell’Arsenal, lasciata dall’esonerato Emery e forse troppo grande per un giovane Ljungberg. Dall’Inghilterra la voce è arrivata, per l’ormai ex Napoli sarebbe un ritorno in Premier dopo la vittoria del campionato con il Chelsea. L’alternativa è fermarsi fino a fine stagione.