Il 2019 dei giocatori della A. Luis Alberto re degli assist, è sbocciato Zaniolo. Insigne, Suso e Bernardeschi un flop

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Tempo di bilanci, anche per i singoli. Prendendo in esame le partite di Serie A giocate nel 2019, ci sono parecchie conferme ma anche delle sorprese nelle pagelle dei giocatori. Comprese quelle in negativo. Soprattutto perché i giudizi non sono figli di una stagione completa, ma di metà di campionati diversi: si parte da gennaio 2019 a dicembre 2019. E i numeri, letti in questo arco di tempo, sono esaltanti per alcuni e mortificanti per altri. Ci sono poi giocatori che hanno fatto benissimo nello scorso campionato, ma malissimo in quello in corso. Ecco perché non troverete né tra i top né tra i flop Krzysztof Piatek e Fabio Quagliarella.

Le pagelle dei giocatori di Serie A: top 5

LUIS ALBERTO. Voto 8,5

Il re degli assist in tutta Europa. In questa prima parte di campionato, Luis Alberto ne ha collezionati ben 12, facendo meglio di colleghi del calibro di Muller (11) e De Bruyne (10). Lo spagnolo, inoltre, è stato il primo (e sino adesso l’unico) a raggiungere la doppia cifra di assist prima dell’anno nuovo in Serie A (nella speciale classifica della stagione in corso è davanti a Kulusevski e Pellegrini, fermi a 7 e 6). Un miglioramento netto, dato che l’anno scorso gli assist dello spagnolo sono stati 4, di cui 3 da gennaio a maggio. In tutto, quindi, il 2019 ha visto Luis Alberto mettere insieme 14 assist in 29 partite disputate. Per la felicità di Ciro Immobile. Inoltre ha segnato in Supercoppa e ha dato il suo apporto anche nell’edizione scorsa della Coppa Italia, vinta a Roma contro l’Atalanta.

CIRO IMMOBILE. Voto 8

Il capocannoniere del campionato ha segnato 17 gol in 16 presenze, conditi da 5 assist. Numeri incredibili se sommati a quelli della stagione passata. Dal gennaio al maggio 2019, infatti, l’ex Juve ha segnato 5 volte, realizzando 4 assist. Dunque, nelle 32 partite giocate in Serie A nel 2019, 22 gol e 9 assist. In Europa League quest’anno ha segnato due reti in quattro partite (non sono bastate per passare il turno). In Coppa Italia, l’anno scorso, 3 reti nel 2019 (due agli ottavi, una ai quarti: poi a secco in semifinale e in finale).

Prendendo in esame tutte le partite ufficiali disputate quest’anno, Immobile ha segnato 22 gol in 33 presenze: è il 28° miglior marcatore a livello mondiale nel 2019, il primo della Serie A (nonché primo degli italiani). È davanti a Zapata (72° con 19 gol in 25 partite), Cristiano Ronaldo (116°, 17 gol in 26 partite), Quagliarella (124°, 17 gol in 33 presenze).

NICOLÒ ZANIOLO. Voto 7,5

Quest’anno Nicolò Zaniolo ha segnato 4 reti in 16 presenze, accompagnate da un assist. Di fatto ha già raggiunto il bottino dello scorso anno in termini di gol realizzati. Il suo 2019 dice, quindi: 7 gol e 3 assist in 33 partite di campionato. Se si aggiungono i due gol in Champions League nella passata stagione (al Porto), più i due in Europa League (con un assist) quest’anno, saliamo a 11 reti. Non male per un ragazzo che, a soli 20 anni, si è preso la Roma, la Nazionale e forse (ma questa è la speranza dei tifosi) l’eredità di mostri sacri come Totti e De Rossi. Predestinato.

CRISTIANO RONALDO. Voto 7

Una Supercoppa e uno Scudetto. Questo il 2019 di Cristiano Ronaldo, nominato miglior giocatore dello scorso campionato dalla Lega Serie A, e capace di chiudere sul terzo gradino del podio del Pallone d’Oro nonostante la pesante eliminazione arrivata per mano dell’Ajax ai quarti di finale. Il portoghese ha segnato meno del solito, ma al suo primo anno italiano i numeri sono comunque degni di nota. Da gennaio a dicembre 2019, infatti, ha giocato “solo” 26 partite, segnando 17 reti (e 4 assist). In questo lasso di tempo ha anche segnato 7 gol in Champions League e uno nella Supercoppa vinta contro il Milan lo scorso gennaio.

NICOLÒ BARELLA. Voto 7

L’uomo perfetto per Antonio Conte, lì in mezzo. Qualità, tecnica, ma anche corsa e caparbietà, forza nei contrasti, dinamismo. Nicolò Barella ha stregato tutti e si è calato immediatamente nella realtà interista, dopo 13 anni di Cagliari con un intermezzo al Como. Ha 22 anni, stupisce per la sua maturità: punto fermo in Nazionale, ma anche nel club. Nelle sue prime 13 partite di campionato in nerazzurro ha segnato un gol (splendido, al Verona) e collezionato tre assist. Una rete anche in Champions. Non appare spesso nel tabellino come marcatore, ma quando non c’è… si vede.

Meritano una menzioni speciale Duvan Zapata, Josip Ilicic, Alejandro Gomez, Joao Pedro, Paulo Dybala e Lautaro Martinez. Gli ultimi tre assolutamente protagonisti nella stagione in corso, con qualche passaggio a vuoto però in quella passata.

Le pagelle dei giocatori della Serie A: flop 5

SUSO. Voto 4

Suso sta facendo peggio dello scorso anno. Lo spagnolo, criticato dai tifosi ma spedito sempre in campo da tutti gli allenatori transitati da Milanello negli ultimi anni, è forse il simbolo della crisi del Milan. Ritenuto appunto uno dei migliori giocatori della rosa anche dalla dirigenza, che non se ne è mai voluta privare, da gennaio a maggio 2019 ha segnato 3 gol in 17 partite. Nella stagione in corso, quindi da agosto a dicembre, 1 gol in 15 presenze. Nel dettaglio, le reti sono arrivate contro Genoa, Bologna, Frosinone e Spal. Cioè, contro chi gioca per la salvezza. Suso non ha mai nemmeno realizzato un assist, nel 2019, contro una delle prime otto del campionato.

FEDERICO BERNARDESCHI. Voto 4,5

La sensazione è che non sia riuscito a sfruttare le tante occasioni concesse. Di Federico Bernardeschi resta negli occhi il ritorno degli ottavi di finale della passata edizione della Champions League, quando la Juventus ha strapazzato l’Atletico Madrid anche grazie all’esterno di Carrara. Per il resto, pochi momenti felici e tanti fischi, soprattutto allo Stadium. Il 2019 dell’ex viola, almeno in campionato, è stato un anno da dimenticare: 31 partite da gennaio a dicembre, mai un gol e appena tre assist (nella scorsa stagione). Troppo poco per chi ha giocato nel tridente, o è stato provato (con insistenza da Maurizio Sarri) da trequartista. Ha trovato la rete solo con il Leverkusen, nella partita più inutile della stagione della Juventus.

FEDERICO CHIESA. Voto 4,5

Numeri simili a quelli di Suso, almeno nel 2019. Quando Rocco Commisso ha annunciato che Federico Chiesa sarebbe rimasto in viola (almeno) in questa stagione, i tifosi hanno esultato. Un po’ meno, sembra, il giocatore. Seguito dalla Juventus (e non solo), probabilmente sperava nel trasferimento e nel salto di qualità. Il suo posto a Euro 2020 non sembra in discussione, anche perché in Nazionale l’esterno fa sempre la differenza. Con la Fiorentina, invece, fa grande fatica: da gennaio a dicembre 2019, quindi in due metà di campionati diversi, ha giocato 32 partite segnando solo 5 gol. Ci si aspetta decisamente di più, anche perché la Fiorentina ha bisogno di lui per evitare di doversi giocare nuovamente la permanenza in Serie A all’ultima giornata.

 LORENZO INSIGNE. Voto 5

Lorenzo Insigne è un altro di quei giocatori da cui ci si aspetta sempre molto. L’attaccante del Napoli sembrava aver finalmente trovato in Carlo Ancelotti la guida calcistica giusta: 7 gol nelle prime giornate dello scorso campionato (ma nel 2018), salvo poi perdersi allo scoccare del nuovo anno. Da gennaio a maggio 2019, infatti, ha segnato solo 3 reti in 11 partite, complici squalifiche e problemi muscolari. Da agosto a dicembre il bottino non è migliorato, anzi: sempre 3 gol, ma in 16 partite. Non sembra sereno e ogni sessione di mercato lo si spinge mediaticamente sempre un po’ più lontano da Napoli. Lontano è anche il quarto posto, e il passaggio del turno in Champions, finalmente arrivato dopo anni di difficoltà, non può bastare. Anche perché agli ottavi c’è il Barcellona.

EMIL AUDERO. Voto 5                                                                                                  

La crisi della Sampdoria è evidente. Dopo la parentesi Giampaolo, Di Francesco e Ranieri non sono riusciti a invertire la tendenza. Uno degli investimenti più importanti è stato l’acquisto di Emil Audero dalla Juventus. Classe 1997, è ancora giovane e ha tutta la carriera davanti. In queste prime 17 giornate di campionato, però, troppi i gol subiti (non solo per colpa sua, è ovvio): 27. Ma quella della Samp è una delle peggiori difese, e la prima parte di questa stagione fa il paio con la seconda di quella passata. Nelle 17 partite disputate da gennaio a maggio, infatti, ha incassato 28 gol. Il bilancio è quindi di 34 partite disputate nel 2019 e di 55 gol subiti. Deludente. “Soffia” il posto flop a Robin Olsen, che in questa stagione si sta riscattando a Cagliari.