Big in difficoltà. La Roma sogna Mertens in un gennaio di fuoco. Napoli fischiato. Milan: si cambia modulo

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Doveva essere la giornata di Zlatan Ibrahimovic, è stata quella di Cristiano Ronaldo e di Romelu Lukaku. Il portoghese e il belga hanno aiutato Juventus e Inter a piegare rispettivamente Cagliari e Napoli. Il primo con una tripletta, il secondo con una doppietta. Gol pesanti, in risposta ai due segnati dal leader della classifica marcatori, Ciro Immobile, a Brescia. Finiti gli aggettivi positivi per l’Atalanta di Gasperini, impossibile non sottolineare i passaggi a vuoto di Roma, Napoli e Milan.

I giallorossi si sono arresi al Torino di Andrea Belotti, mattatore all’Olimpico, e adesso hanno un solo punto di vantaggio sui bergamaschi in ottica quarto posto. Gli azzurri di Rino Gattuso sono implosi contro l’Inter: la zona Champions dista 11 punti e il cambio in panchina non sembra aver dato solidità al gruppo. Nel caos totale il Milan: l’ingresso di Ibrahimovic non è servito a ritrovare il gol, che non arriva dal 2-3 a Bologna, ultimo successo rossonero datato 8 dicembre. Pioli dovrà trovare la quadra: se lo svedese, in mezzora, ha fatto più dei compagni di reparto nonostante una scarsa condizione, è ancora più palese che intorno a lui si dovrà costruire un impianto in grado di supportarlo.

Mkhitaryan e Zaniolo a rischio per la Juve

Non solo il giallo del like della pagina ufficiale di Francesco Totti a un post in cui si chiedeva la cessione di Alessandro Florenzi, ma anche lo stop inatteso contro il Torino. In casa, la Roma è caduta 0-2, presa a picconate dalla doppietta di Belotti. In calendario c’è la sfida contro la Juventus, quindi la Coppa Italia con il Parma, poi il Genoa e il derby con la Lazio.

Un gennaio caldo, dal punto di vista del calendario e del mercato. In uscita c’è Cengiz Under: il turco non è entrato nelle grazie di Fonseca, piace a Everton e Tottenham. Perotti piace al Galatasaray, con cui ci si dovrà accordare per Nzonzi. In entrata il sogno della Roma è Dries Mertens, l’alternativa è Piatek. Il primo chiede però un triennale da 4 milioni, il secondo vorrebbe andar via da Milano per giocare.

Lo stop col Torino ha raffreddato gli entusiasmi e dato maggior consapevolezza della reale forza della squadra: l’obiettivo è il quarto posto, da difendere con i denti visto che l’Atalanta ha recuperato il gap iniziale. Preoccupa soprattutto le condizioni di Mkhitaryan e Zaniolo. L’armeno si è infortunato sabato e difficilmente sarà a disposizione contro la Juventus. Fuori Kluivert, si spera di avere Zaniolo, che oggi ha lavorato in palestra per un trauma contusivo alla coscia destra.

Il calendario non aiuta un Napoli spaesato

Pioggia di fischi. L’1-3 con l’Inter non va giù ai tifosi del Napoli, che non sa più vincere. Anzi, al San Paolo ha addirittura perso nelle ultime tre volte in cui la squadra è scesa in campo contro Bologna, Parma e Inter. Delle nove sfide interne, gli azzurri ne hanno vinte solo tre: solo 11 punti, il Genoa penultimo ne ha conquistati 10. Troppi errori in difesa, con Manolas e Di Lorenzo in apnea. Centrocampo in confusione, con un Fabian Ruiz lontano parente del giocatore ammirato fino a un anno fa. Se Ancelotti ha comunque fatto rimpiangere Sarri, la fotografia attuale è drammatica: -17 punti rispetto alla scorsa stagione. In crisi come non accadeva dal 2008. Insomma, anche per Gattuso sarà un mese complicato: prima la Lazio, poi la Fiorentina e quindi la Juventus.

Milan, Pioli pensa alla rivoluzione

Per Zlatan Ibrahimovic risollevare questo Milan sarà una sfida notevole. Accolto da 60mila persone come il salvatore della patria, lo svedese ha giocato circa mezzora nello 0-0 contro la Sampdoria. Condizione lontana dall’essere al top, ma anche da fermo Ibra ha fatto più dei compagni di squadra. Difficile pensare a una coesistenza con Piatek, più probabile con Rafael Leao (non è un caso che i due siano entrati in campo contemporaneamente).

L’altro sacrificato potrebbe essere Suso, inviso al tifo: con la Samp ha avuto l’occasione di segnare e di stoppare i fischi, ma gli errori sotto porta non hanno fatto altro che acuire la distanza che c’è tra lo spagnolo e i supporter. “Si vede che manca tanta aggressività – ha detto Ibrahimovic a fine partita – siamo poco concreti. Ma questo Milan può rialzarsi. Sono qua da quattro giorni, proverò ad aiutarlo in tutti i modi”.

Con l’ingresso di Ibrahimovic, Pioli ha varato il 4-2-3-1 che non ha fatto altro che intasare la trequarti. La sensazione è che si possa optare per un 4-3-1-2, con Leao al fianco di Ibrahimovic e Bonaventura alle loro spalle, arretrando Calhanoglu. Ora non si può più sbagliare: il vantaggio sul terzultimo posto è di 8 punti, quello dal Cagliari (6°) è di 7 punti. E sabato, in Sardegna, contro una squadra in caduta libera, il Milan è chiamato a dare una svolta alla stagione.