Dopo otto anni Ibrahimovic si riprende il Milan. Gol da campione contro il Cagliari, l’Europa ora è più vicina

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Ibra is back. Il successo del Milan a Cagliari porta la firma di Zlatan Ibrahimovic, il fuoriclasse chiamato a scuotere un diavolo troppo brutto per essere vero negli ultimi mesi, autore di uno dei due gol rossoneri. Nel giorno del debutto da titolare del suo secondo ciclo milanista, l’attaccante firma il definitivo 2-0 che vale tre punti vitali per la squadra di Stefano Pioli.

Nel gol lo zampino di Hernandez

Non poteva essere banale il primo gol dell’Ibra-bis in Italia. Una prodezza in cui si fondono tutte le doti del fuoriclasse svedese: tecnica, fisicità e senso della posizione. Siamo a metà ripresa, il Milan conduce per 1-0 e ha bisogno del raddoppio per vivere un finale senza troppi patemi. Al minuto 64 Theo Hernandez si rende protagonista di una delle sue tante sgroppate sulla fascia sinistra. Il cross in area trova Ibrahimovic, abile nel farsi trovare al posto giusto e al momento giusto. L’ultimo ostacolo tra lo svedese e il gol è rappresentato dal cagliaritano Rog, che tenta una chiusura disperata: Ibra anticipa le intenzioni dell’ex Napoli e, con un preciso diagonale di destro, trafigge Olsen.

L’ultima rete nel derby del 2012

Una rete che segna un nuovo inizio nella collezione dei gol italiani di Ibrahimovic, ferma al 6 maggio 2012. Data dai toni contrastanti per lo svedese, determinante in una giornata amara per il Milan. Era il giorno del derby e, nonostante una straordinaria doppietta dell’attaccante (stupendo il secondo gol, un pallonetto che beffa Julio Cesar), i rossoneri persero la sfida con l’Inter per 4-2 e abdicarono definitivamente nella lotta scudetto con la Juventus di Conte.

“L’età non conta, il cervello è sempre uguale”

Grande gioia dunque per lo svedese, il cui impatto sul Milan e sulla Serie A è stato devastante. Felicità che traspare dalle parole dello svedese a fine partita: “Ogni gol che faccio imito Dio, così mi sento vivo. Devo giocare per entrare in forma: sto bene e spero di segnare tanti gol. Pioli ha detto che non avevo i 90 minuti nelle gambe? Il mister sta attento per via della mia età. Per me non conta: il cervello non è cambiato, poi il fisico deve seguirlo”.

Una considerazione infine sul suo possibile rinnovo con il Milan a fine stagione: “Per rinnovare devo vincere il campionato, mi sa che è difficile”. Difficile, non impossibile: perché per un giocatore di 38 anni in grado di incidere ancora in questo modo non ci sono obiettivi irraggiungibili.

Ibra faro del nuovo Milan di Pioli

Il primo gol stagionale di Ibrahimovic non l’unica nota positiva della giornata per Stefano Pioli. Con il nuovo anno e l’arrivo dello svedese il tecnico ha cambiato pelle ai rossoneri, schierandoli con il 4-4-2. Un modulo che prevede Ibra e Rafael Leao come attaccanti ed esclude i giocatori più discussi degli ultimi mesi: Piatek, Suso e Paquetà. La partita contro il Cagliari ha mostrato quanto i rossoneri si trovino a proprio agio in questo sistema di gioco, nel quale Ibra viene supportato dai compagni e allo stesso tempo si mette al loro servizio.

La prova dello svedese contro il Cagliari è stata positiva nella sua completezza. L’attaccante in più occasioni è arrivato quasi fino alla linea di centrocampo per prendere il pallone, facendo salire la squadra per poi rifornire con precisione i compagni. Lavoro ripagato da suggerimenti altrettanto precisi, che hanno consentito ad Ibrahimovic di trovarsi a tu per tu con Olsen. Già nel primo tempo aveva sfiorato il gol di testa, poi nella ripresa ha siglato il 2-0 in diagonale e il 3-0 ancora di testa, poi annullato per fuorigioco.

Un connubio perfetto tra Ibra e il resto della squadra, che esalta le doti di Leao (autore dell’1-0) e nel quale Piatek, Suso e Paquetà sembrano recitare la parte degli ospiti indesiderati. Contro il Cagliari, oltre a non giocare, non sono stati neanche chiamati a scaldarsi da Pioli.

Cagliari a picco: il sogno è già finito?

Alla gioia del Milan si contrappone lo sconforto del Cagliari. La formazione di Rolando Maran sembra essere una lontana parente di quella splendida orchestra che ha sciolinato grandi prove e risultati a ripetizione nei primi mesi ci campionato. Con quella contro il Milan i sardi salgono a quattro sconfitte consecutive, hanno raccolto un punto nelle ultime cinque gare e non vincono dal 2 dicembre (4-3 ai danni della Sampdoria).

In un Cagliari involuto a livello globale, colpisce il calo di rendimento dei due uomini chiave in questo inizio di stagione: Nainggolan e Joao Pedro. Il belga non riesce più a risultare quel perfetto mix di grinta e qualità ammirato nelle scorse settimane, mentre il brasiliano ha diminuito il suo apporto in termini di qualità alla manovra offensiva.

Il sogno di conquistare la qualificazione all’Europa League è ancora vivo per il Cagliari, ancorato al sesto posto a quota 29 punti. Tuttavia, è necessario invertire la rotta ed inseguire il sogno europeo con la stessa determinazione mostrata nei mesi passati.