Nel nome di Diego. Demme riaccende il Napoli che culla il sogno proibito del 4° posto

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La partita della svolta. Più della vittoria contro la Juventus, perché a Genova andava in scena una vera e propria prova di maturità. Superata al minuto 83’ di Sampdoria-Napoli grazie al sinistro di Diego Demme, arrivato nel mercato di gennaio dal Lipsia, che riaccende le ambizioni europee degli azzurri. È il gol del momentaneo 2-3, il poker lo calerà il redivivo Dries Mertens in pieno recupero. Seconda vittoria di fila, quarto posto a nove punti e calendario amico nelle prossime sei giornate. Dopo due mesi di sofferenza, gli azzurri tornano a vedere la luce. E a sognare di poter almeno partecipare alla corsa al quarto posto.

Con Maradona nel destino

Il calcio è in grado di regalare intrecci e tuffarsi nei ricordi. Demme, che si chiama Diego in omaggio a Maradona, segna il suo primo gol con la maglia del Napoli al Ferraris, contro la Sampdoria. Ebbene, proprio i blucerchiati sono stati protagonisti inconsapevoli dell’avventura italiana del Pibe de Oro. Dopo 28 anni, 10 mesi e 10 giorni, infatti, i tifosi partenopei sono tornati ad assistere al gol di un altro Diego dopo l’ultima rete di Maradona in Serie A, la numero 81.

Era il 24 marzo 1991, non portò punti (finì 4-1 per la Samp di Vialli e Mancini), ma chiuse la favola. Favola iniziata però con gli stessi protagonisti: primo gol italiano di Maradona sempre contro i blucerchiati. L’argentino impiegò 152 minuti dopo il suo esordio per segnare. Demme l’ha battuto sul tempo: 125 minuti. E sempre di sinistro, nonostante il tedesco sia un destro naturale.

Tra nuovi acquisti e recuperi

Gennaro Gattuso è arrivato al Napoli trovando mille difficoltà. I risultati tardivi non hanno aiutato a raddrizzare subito la barra, ma la caparbietà mostrata al Ferraris ha restituito al campionato una squadra nuova. Merito, sicuramente, degli acquisti di gennaio. Lobotka e Demme hanno portato con loro una ventata di freschezza, dinamismo, cuore e fisicità. Sono l’uno il doppio dell’altro a livello tattico, difficilmente giocheranno insieme. Entrambi però si sono subito calati nel nuovo Napoli, in cui ieri ha esordito anche Politano. Pochi minuti, ma nel 4-3-3 la sensazione è che possa metterne insieme sempre di più.

E poi Mertens, che si può quasi definire un acquisto. Non giocava dal 22 dicembre 2019, 15 minuti contro il Sassuolo. Poi l’infortunio, le voci di mercato, quindi il ritorno al 72’ di Samp-Napoli, 60 secondi prima del pareggio di Gabbiadini. Il belga però è un giocatore in grado di fare la differenza anche in poco tempo: ha dato una mano alla squadra a tornare in vantaggio, ha fissato poi il risultato sul 2-4 in pieno recupero. Per Mertens si tratta del gol numero 119 con la maglia del Napoli: a -2 dal record di Hamsik.

Difesa da registrare

Il problema del Napoli è la fase difensiva: 31 gol incassati in 22 partite sono troppi (l’anno scorso, in tutto il campionato, furono 36). Si tratta del secondo peggior rendimento delle prime dieci, solo il Cagliari ha fatto peggio (38). Una delle ragioni principali è l’assenza prolunga di uno dei leader, Koulibaly. Il senegalese domenica è tornato finalmente in panchina. Non gioca dal 14 dicembre 2019, quando al 4’ di Napoli-Parma è stato costretto a lasciare il campo. Nelle sei partite di campionato saltate, compresa quella di domenica, i suoi compagni hanno incassato dieci reti. Recuperarlo e affiancarlo a Manolas, riportando Di Lorenzo sulla fascia destra, potrebbe sicuramente dare più certezze a Gattuso.

Calendario amico

Certezze che potrebbe regalare anche il calendario. Il Napoli è a nove punti dal quarto posto, ma nelle prossime sei partite potrebbe ridurre il divario. Affronterà in casa il Lecce, il Torino e la Spal, mentre in trasferta sarà di scena a Cagliari, Brescia e Verona.

In mezzo, le semifinali di Coppa Italia con l’Inter e gli ottavi di Champions contro il Barcellona. Dopo la gara di ritorno contro i blaugrana, calendario decisamente tosto: Atalanta, Roma, Genoa e Milan in sequenza. Tra fine marzo e inizio aprile, quindi, il Napoli potrebbe essere padrone del proprio destino.

Per poi giocarsi il tutto per tutto nelle ultime sei giornate di campionato, quando affronterà Bologna, Udinese, Parma, Sassuolo, Inter e Lazio. Gattuso, l’anno scorso, ha sfiorato il quarto posto all’ultima giornata con un Milan meno competitivo di questo Napoli. Adesso anche lui vuole riprendersi quello che ha perso all’ultima curva.