Pressing, intensità, gioco verticale. I segreti del Verona di Juric, la neopromossa che lotta per l’Europa League

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Come scompaginare migliaia di frettolosi pronostici estivi: per informazioni chiedere a Ivan Juric. Il tecnico croato, ingaggiato dal Verona in estate, ha preso una squadra indicata nelle ultime tre posizioni in quasi tutte – per non dire tutte – le griglie di inizio stagione. Una previsione che oggi fa sorridere, visto lo straordinario campionato che sta portando avanti la formazione gialloblù. Il Verona, infatti, sta addirittura lottando per un posto in Europa League.

Pressing a tutto campo: fermata la Lazio dei record

Il Verona di Juric sta facendo letteralmente impazzire i propri tifosi, oltre a riscuotere consensi in tutto il resto d’Italia. Applausi guadagnati grazie a grandi imprese, come il pareggio per 0-0 a Roma contro la Lazio nel recupero della 17esima giornata. Una sfida che molti davano per scontata, con la squadra di Inzaghi che avrebbe così superato l’Inter e avvicinato la Juventus, ma che invece ha visto per l’ennesima volta il Verona smentire pronostici avversi.

L’armata di Juric è scesa in campo in modo tutt’altro che arrendevole, sfoderando quello che ormai è un suo marchio di fabbrica: il pressing a tutto campo. La Lazio infatti è stata soffocata dalla ferocia gialloblù, in grado di mettere alle calcagna dei portatori di palla biancocelesti sempre almeno due uomini. La costruzione del gioco laziale è stata conseguentemente molto limitata e le occasioni migliori sono capitate grazie a conclusioni dalla distanza di Luis Alberto, particolarmente ispirato.

Verona intenso in fase di non possesso, ma anche in grado di creare pericoli in avanti. Se è vero che i laziali hanno perso due legni con Luis Alberto, è da segnalare anche una grande occasione avuta dall’Hellas con Fabio Borini. Una squadra dunque “box to box”, che non pensa solo a difendersi ma recupera palla per poi lanciarsi in avanti.

Da spacciata a rivelazione

L’orchestra heavy metal creata da Juric è stata frutto di mesi di lavoro e risultati che hanno dato autostima. Il Verona che si è affacciato alla Serie a 2019/20, appariva infatti come già detto una delle formazioni meno attrezzate per il mantenimento della categoria. Pronostico dovuto soprattutto al non eccelso livello tecnico medio della rosa, che aveva in due giocatori sul viale del tramonto (Miguel Veloso e Giampaolo Pazzini) gli elementi di maggior spessore.

Juric, con molta umiltà e sagacia tattica, non ha fatto altro che coprire i limiti strutturali della sua squadra facendo perno sulle sue qualità. Probabilmente la sua riflessione è stata la seguente: non abbiamo – almeno per il momento – i mezzi per giocare un calcio bello e avvolgente? Allora dobbiamo superare gli avversari nella fisicità e nell’intensità. Due qualità viste fin dalle prime partite nel Verona, che a possesso palla e costruzione dal basso ha preferito verticalità e pressing costante.

Scelta azzeccata quella del tecnico croato, che con il passare delle settimane ha creato un contesto di squadra sempre più definito. Una formazione che ha affrontato ogni avversario senza il minimo complesso di inferiorità e che, con il passare delle settimane, ha orchestrato manovre sempre più codificate e godibili (pur non perdendo i suoi principi di gioco). I risultati non potevano che essere soddisfacenti: zona retrocessione sempre a debita distanza e qualificazione all’Europa League come sogno possibile.

I gioielli di Juric

Nello splendido Verona di questa prima parte di stagione, si stanno esaltando giocatori considerati fino a qualche mese fa oggetti misteriosi o acquisti sbagliati. Il cambiamento delle valutazioni su alcuni elementi gialloblù è evidente soprattutto per due nomi: Amir Rrahmani e Sofyan Amrabat. Due innesti del mercato estivo che non avevano certo scaldato il cuore del pubblico veronese, ma certamente avevano soddisfatto le esigenze tattiche di Juric.

Nel 3-4-2-1 impostato dal tecnico, Rrahmani ha fatto parte fin dall’inizio del trio difensivo reggendo nel migliore dei modi l’uno contro uno con i migliori attaccanti del campionato. Amrabat si è invece rivelato l’interno di centrocampo perfetto per martellare i portatori di palla avversari secondo i dettami del suo allenatore. Due giocatori che non solo sono diventati beniamini dei tifosi, ma hanno attirato l’interesse di club importanti. Il loro futuro è già segnato: nel mese di gennaio il Napoli si è assicurato – per giugno – Rrahmani per 14 milioni di euro più 1,5 di bonus, mentre la Fiorentina ha puntato su Amrabat versando nelle casse veronesi 15 milioni di euro più due di bonus.

Soldi che possono permettere al Verona di fare la voce grossa nel corso del mercato estivo, regalando a Juric giocatori funzionali al suo progetto tecnico. Un contesto di squadra in cui si sono esaltati anche giovani di belle speranze come il portiere Silvestri, giocatori reduci da annate negative come l’esterno Lazovic e veterani con il meglio alle spalle come Pazzini e Veloso. Una serie di “soldati” pronti a seguire il generale Juric verso nuove battaglie calcistiche. La prossima, sabato alle 20.45: al Bentegodi arriva la capolista Juventus.