Zhang attacca Dal Pino: “Sei un pagliaccio, vergognati”. E la Figc apre un’inchiesta sul presidente dell’Inter

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“Giocare con il calendario e mettere sempre la salute pubblica al secondo posto: sei probabilmente il pagliaccio più grande che abbia mai visto. 24 ore? 48 ore? 7 giorni? Cos’altro? Quale sarà la tua prossima mossa? Ora ci vieni a parlare di sportività e di una competizione limpida. Come puoi farlo quando non proteggi i nostri calciatori e i nostri tecnici, chiedendo loro la disponibilità a giocare per te tutti i giorni, a tutte le ore? Sto parlando con te, Paolo Dal Pino, pagliaccio, il nostro presidente di Lega, vergognati. Devi alzarti e prenderti le tue responsabilità, questo è quello che si fa nel 2020”. Un entrata a gamba tesa, quella del presidente dell’Inter, Steven Zhang, sul presidente della Lega di Serie A, Paolo Dal Pino. Un intervento che infiamma il già teso rapporto tra Juventus, Inter e vertici del calcio italiano in seguito alla decisione di rinviare il derby d’Italia, che si sarebbe dovuto giocare inizialmente a porte chiuse.

Dall’attacco su Instagram sferrato da Zhang si evince la preoccupazione per il contagio da Coronavirus, che nella scorsa giornata di campionato ha portato al rinvio al 13 maggio di sei partite su dieci. “Ovunque nel mondo, e non conta che una persona tifi Juventus o Inter o che non tifi a prescindere, si mette la sicurezza al primo posto. È la cosa più importante per tutti: per la famiglia e per la società”. Ma non va trascurato il fatto che, nel caso di buon cammino in Coppa Italia ed Europa League, a maggio i nerazzurri potrebbero dover giocare nove partite in 25 giorni. E tutte decisive. La reazione del numero uno nerazzurro è arrivata dopo che Dal Pino aveva accusato l’ad Beppe Marotta di opporsi al recupero della partita in tempi brevi. Parole che non sono passate inosservate. La Procura della Federcalcio, guidata da Giuseppe Chinè, ha aperto un’indagine sul durissimo attacco del presidente dell’Inter a Dal Pino.

A fare esplodere la rabbia di Zhang è stata in particolare l’ipotesi che una partita di cartello come Juve, fra squadre che si trovano in zone a rischio, si possa giocare con il pubblico presente, in un momento in cui anche l’Italia si trova ad aggiornare quotidianamente il numero delle vittime e dei nuovi contagi.