Atalanta nobile d’Europa, Valencia strapazzato da Ilicic e Dea ai quarti di Champions. “Per Bergamo che non molla”

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Dopo il 4-1 inflitto a San Siro, la Dea completa l’opera. Nella sfida contro il Valencia valida per il ritorno degli ottavi di Champions League, l’Atalanta vince per 4-3 grazie a un poker di Josip Ilicic e si assicura il passaggio ai quarti di finale. Descrizione troppo telegrafica per un evento storico? Sì, perché è il miglior modo di omaggiare Gian Piero Gasperini e i suoi ragazzi. Ormai i bergamaschi collezionano imprese indimenticabili come figurine sull’album Panini, con la naturalezza di chi è abituato a calcare certi palcoscenici. Non c’è bisogno di aggettivi celebrativi e frasi ad effetto: non perché la Dea non li meriti, ma perché in questi anni sono già stati usati tutti per raccontare l’epopea atalantina.

Un minuto ed è Ilicic-show

In un Mestalla vuoto a causa dell’emergenza Coronavirus, le due squadre sono scese in campo per giocarsi la vita in Europa. Non è facile mantenere la concentrazione, senza il tifo che incita o provoca. Un contesto che evidentemente non ha influito su Ilicic, affermatosi fin dai primi istanti come il giocatore alfa del match. Al secondo minuto ecco il primo acuto dello sloveno, che manda a spasso Diakhaby e viene steso in area dal difensore valenciano. Dal dischetto spiazza Cillessen, colorando subito la sfida di nerazzurro. Una rete che ha interrotto subito il copione atteso nei primi minuti, con un Valencia arrembante per ridurre in breve tempo lo svantaggio. Gli spagnoli però non ci mettono molto a rialzarsi, ben sapendo che dovranno attaccare senza sosta per sperare nel miracolo qualificazione. Dopo un’occasione avuta da Rodrigo, Gameiro pareggia su gentile regalo di Palomino.

Una rete che ridà speranze ai padroni di casa, intraprendenti come non mai contro un’Atalanta contratta. A complicare le cose c’è l’infortunio di De Roon: indispensabile generale del centrocampo. A riportare il pendolo del match sulla via di Bergamo ci pensano due giocatori poco prima dell’intervallo: Ilicic – che si procura e segna il secondo rigore della sfida – e Diakhaby, che conclude con un fallo di mano in area un primo tempo da film horror.

Ripresa da ping-pong, trionfa la Dea

L’ultima sliding door del primo tempo è l’emblema del credo calcistico di Gasperini. Fuori De Roon per infortunio, dentro un centrocampista per conservare il risultato? No, dentro Zapata per assaltare ancora di più l’area valenciana. Un coraggio che, come spesso capita, alla fine ha pagato. Il secondo tempo è infatti uno spot per il calcio, almeno a livello offensivo. Le due squadre si affrontano senza esclusione di colpi, dimenticandosi del clima surreale e della grande paura che sta attanagliando l’Italia e non solo. Uno scatenato Gameiro firma il 2-2 su cross di Ferran Torres, che 16 minuti dopo porta avanti i padroni di casa. Uno-due che risveglia il mago sloveno, pronto a regalare altri numeri nel suo show spagnolo. Al 72’ porta avanti un contropiede e lo conclude al meglio, con un sinistro – su assist di Zapata – che fulmina Cilessen.

Emozioni finite? Neanche per idea perché Ilicic, a otto minuti dalla fine, regala la vittoria all’Atalanta con una sublime conclusione a giro su assistenza di Freuler. L’ultima gemma di una notte indimenticabile per Bergamo, che avrà modo di festeggiare con i suoi beniamini quando tutto sarà tornato alla normalità. Intanto, Gasperini e i suoi ragazzi hanno regalato un sorriso a tutti gli innamorati del pallone, in un periodo in cui le mascherine e le zone rosse hanno la priorità su colpi di tacco e assist illuminanti.

Gasperini: “Importante confermarci”

Esulta l’Atalanta e in particolare il suo condottiero, che sta rendendo la sua creatura sempre più bella e consapevole di sé stessa: “Il rigore iniziale è stata un’ulteriore iniezione di fiducia. Poi è stata una partita nel primo tempo dove abbiamo faticato; molto meglio nella ripresa, ma non è facile. C’erano tante cose che condizionavano un po’: abbiamo preso dei gol evitabili, però abbiamo fatto tante cose buone. Volevamo vincere: non volevamo uscire solo con un risultato positivo, ma confermare con una vittoria quanto di buono fatto in questo ottavo di finale”. Grande voglia di vincere e di migliorarsi dunque: il vero segreto dell’armata bergamasca.

Percassi: “Siamo storia del calcio italiano”

Un successo figlio della programmazione, parola che da sempre accompagna la gestione della famiglia Percassi. A fine gara ha parlato Luca, ad del club orobico e figlio del presidente Antonio. Dalle sue parole traspare tutta la soddisfazione per i traguardi raggiunti e per la gioia regalata ad una Bergamo che non molla: “Quello che facciamo è metterci tanto impegno e la massima attenzione nei confronti di una società che ci sentiamo sulla pelle, per la storia di mio papà e per la mia. Siamo cresciuti su quei campi e tutto quello che facciamo è per tutto il nostro territorio. Indipendentemente dai risultati, siamo contenti del lavoro che stiamo portando avanti. Non ci sono dei segreti: noi dedichiamo tanto tempo e tanta dedizione, perché la nostra città se lo merita. Non è mia abitudine parlare, ma era giusto farlo perché so cosa voleva dire questa partita per la gente che è a casa a Bergamo. Il nostro è un ringraziamento nei confronti dei ragazzi che passeranno alla storia per il calcio italiano”.