Coronavirus, il futuro di Champions ed Europa League si deciderà il 17 marzo, giorno di Juventus-Lione

futuro champions league

Escalation. Prima la Pianese, poi Favalli della Reggio Audace, quindi Hubers dell’Hannover e infine Daniele Rugani e Manolo Gabbiadini. Nel frattempo: sospese Serie A e Liga, così come la Nba, la coppa del mondo di sci, a breve la F1 per la positività di un membro dello staff della McLaren. Non è bastato tutto questo, nemmeno l’annuncio pandemico dell’Oms. A nulla sono servite la pressione mediatica e degli atleti per cambiare il futuro delle coppe e far sì che la Uefa si arrendesse al Covid-19, sospendendo Champions League ed Europa League. Con un grande punto interrogativo per quel che riguarda Euro 2020.

Si continua a giocare (anche a porte aperte)

“Alla luce degli sviluppi della diffusione del COVID-19 in Europa e dell’analisi dell’Oms, la Uefa ha deciso oggi di invitare i rappresentanti delle 55 associazioni, con i board dei club europei e delle leghe, di fissare una videoconferenza martedì 17 marzo per discutere sul da farsi. Si parlerà anche delle competizioni europee, incluso Euro 2020”.

Incredibile, ma vero. Il 17 marzo, tra l’altro, erano previste due gare di Champions League, entrambe con squadre costrette ad oggi alla quarantena: Juventus-Lione e Manchester City-Real Madrid. Salteranno, come Barcellona-Napoli, ma qualcuno giocherà: in campo Bayern Monaco-Chelsea. Intanto oggi si giocheranno sei gare (su otto, dopo i rinvii che hanno coinvolto Inter e Roma) di Europa League, alcune anche a porte aperte. In piena pandemia.

Quanta incoscienza

Ieri, ad Anfield, c’erano mille tifosi arrivati dell’Atletico arrivati Madrid oltre ovviamente a quelli del Liverpool. Difficile commentare i colpi di tosse sui giornalisti di Diego Costa, un messaggio sbagliato (tanto quanto quello di Rudy Gobert, cestista degli Utah Jazz). Come se nella capitale spagnola si sottovaluti ancora la pandemia. Eppure la Madrid sportiva è già stata colpita, basti pensare alla polisportiva del Real (Sergio Ramos e compagni compresi) in seguito alla positività di un giocatore di basket.

A Parigi, invece, si giocava a porte chiuse. Ma il Psg, dopo il passaggio del turno contro il Borussia Dortmund, in barba alle disposizioni, è arrivato a festeggiare con 3 mila tifosi fuori dallo stadio. Kurzawa ha addirittura festeggiato con i supporter.

Cosa sta succedendo in Europa

Tre giocatori del Leicester sono risultati positivi al Coronavirus, anche se l’identità non è ancora nota. Difficile quindi che la Premier possa continuare. Dovrebbe quindi allinearsi a Italia e Spagna, con Serie A e Liga attualmente sospese. Stop dell’Eredivisie in Olanda, ci pensa anche il Portogallo. Al momento resistono la Ligue 1 e la Bundesliga: procederanno a porte chiuse.

Da Euro 2020 a 2021?

Quello che sembra spaventare la Uefa e le leghe professionistiche, discorso sanitario-economico a parte, è la mancanza di tempo. Un falso problema, perché con una pandemia sarebbe folle non solo dar vita alle Olimpiadi, ma soprattutto far partire un Europeo itinerante. Con gara inaugurale a Roma, in Italia, il Paese che attualmente ha più contagi. I dati diffusi dall’Oms dimostrano come si sia solo all’inizio, dal punto di vista dell’intero continente. Inoltre nelle prossime settimane ci saranno amichevoli, ma anche i play-off per qualificarsi a Euro 2020. La Bosnia ha formalmente chiesto alla Uefa il rinvio della partita contro l’Irlanda del Nord, prevista per il 26 marzo.

Cosa fare? La Uefa potrebbe pensare di rinviare Euro2020, trasformandolo in Euro2021. Ci sarà tempo per godersi una partita in assoluta tranquillità, senza la paura di veicolare un virus. Giocare a porte chiuse non risolverebbe nulla, anzi, renderebbe il tutto ancora più tetro. E rinviare la rassegna al prossimo anno darebbe la possibilità a tutti i campionati e a tutti i tornei di recuperare con calma, senza fretta. Senza dover annullare alcunché, o pensare a formule più “short” come i play-off nel caso dell’assegnazione del titolo in Serie A. Basta egoismi dettati dal profitto: ora, come non mai, è il momento del buon senso.