La favola di Kiefer e il telefono di Sharapova: così i tennisti danno il proprio contributo nella lotta al Covid-19

Sono fin troppo abituati a essere tifati, ma la pandemia che stravolge gli status quo ha trasformato tanti sportivi in supporter a loro volta. Di cosa? Della vittoria sul Coronavirus e sugli effetti negativi dell’emergenza globale. Contro la solitudine del distanziamento sociale e l’impoverimento socio-economico. Maria Sharapova in lockdown dà il suo numero su Instagram per rendere la giornata meno solitaria ai fan. ‘Chiamatemi’ dice ai follower. Nicolas Kiefer, ex numero 4 al mondo, solidarizza invece in maniera maggiormente pratica. ‘Proteggetevi’, afferma, e poi converte il suo brand di abbigliamento nella produzione di mascherine per il viso.

Con loro ci sono Madison Keys, Bianca Andrescuu, Rafael Nadal e Novak Djokovic a realizzare delle buone azioni in prima persona o a spendersi per esse. Il mondo dello sport mai come ora fa all-in di buoni sentimenti e gesti solidali. Qualunque ricchezza abbiano in mano gli atleti, attività imprenditoriali, popolarità, flussi di denaro, oggetti personali, viene infatti donato agli altri per sopperire almeno un po’ alle conseguenze negative dell’emergenza sanitaria.

La favola di Nicolas Kiefer

Il campione tedesco ex finalista a Wimbledon ed ex numero 4 al mondo ha convertito il marchio di vestiti NK #kiwifash di cui è brand ambassador per la produzione di mascherine riutilizzabili in tessuto. “Cerchiamo di aiutare dove possiamo aiutare”, commenta in un’intervista alla Süddeutsche Zeitung sottolineando il suo impegno e quello dell’amministratore delegato Holger Gartz. “Non potevo immaginare che potesse succedere qualcosa del genere. È abbastanza triste che il virus sia arrivato, ma d’altra parte è fantastico supportare e aiutare le persone “, ha detto al sito dell’ATP.

Le mascherine in poliestere – ma che non hanno il brevetto di dispositivo medico – sono prodotte in Germania, e quindi, assicura il campione, “possono aiutare la popolazione tedesca ed europea a proteggersi in maniera rapida senza aspettare carichi più lontani. La compagnia poteva produrre da 300 a 500 maschere al giorno. Sta cercando sempre più persone che possano cucire. È piuttosto importante e piuttosto serio”.

Il nuovo umanesimo di Maria Sharapova

Dopo aver condotto una Q&A con 150 fan via Instagram, Sharapova rilancia: “Vorrei connettermi con tutti voi – spiega ai follower – lo voglio perché stiamo tutti vivendo questa separazione e la distanza fisica. Scrivete cosa pensate; questo è il mio numero”. Lo stesso messaggio su Twitter ha poi raccolto 2,9 milioni di visualizzazioni. Quando il motto sharing is caring diventa realtà.

 

 

Djokovic e Nadal nel fundraising

Il bulgaro Grigor Dimitrov ha pensato di aiutare la sua città di origine con un gesto di solidarietà: ventilatori per l’ospedale di Haskovo, in aiuto dei pazienti affetti da Covid-19. Al 2 aprile sono 449 i casi di Coronavirus accertati nel Paese dell’Est Europa. “Vengo da una città molto piccola  – ha fatto sapere dalla California – e non ho mai dimenticato da dove vengo. Voglio solo aiutare, tutto qui” rivela al sito dell’ATP. “Ho giocato per la Bulgaria per tutta la vita. Ho ancora il passaporto bulgaro. Apprezzo la popolazione e tutto il supporto avuto negli anni. Non è solo il modo per dare qualcosa indietro, ma un qualcosa che mi emoziona e mi fa sentire vivo”. Tra l’altro l’ex fidanzato di Sharapova sta cercando di capire se e come continuare la sua filantropia. “Fortunatamente posso avere le giuste opportunità, i giusti soci e la giusta struttura per fare le cose che voglio fare, sia nel campo sanitario che in quello dell’istruzione”.

Sul fronte del top ranking, Nole Djokovic ha appena contribuito alla campagna benefica promossa da Rafael Nadal. Il maiorchino ha lanciato #NuestraMejorVictoria insieme alla star iberica dell’NBA Paul Gasol: campagna di raccolta fondi che ha lo scopo di raggiungere un tesoretto di 11 milioni di dollari a sostegno della Cruz Roja. Roger Federer invece ha donato un milione di dollari per aiutare le famiglie svizzere a fronteggiare l’emergenza sanitaria.

L’australiano Nick Kyrgios si è dall’altra parte distinto per un approccio su piccola scala. Ha offerto aiuto alla popolazione proponendo su Instagram di spedire o consegnare direttamente cibo a chi ne avesse bisogno dalla sua Canberra.

Keys lancia Kindness in crisis

Bianca Andreescu ha deciso di regalare una sua racchetta per raccogliere fondi a sostegno della crisi mondiale. L’asta degli oggetti personali ha coinvolto anche l’americana Madison Keys. Sua l’idea di fondare Kindness in crisis: una piattaforma per raccogliere denaro da destinare alle persone in difficoltà. Possono partecipare come possibili donatori tutti gli atleti desiderosi di donare. Tra i cimeli attualmente in vendita ci sono racchette e cappellini della stessa Madison e abbigliamento sportivo di proprietà di Jessie Diggins; fondista statunitense e campionessa olimpica.

Ana Ivanovic ha invece raccolto una somma tale da consentire agli ospedali serbi di acquistare circa 35 respiratori. Ma la trasformazione più incredibile riguarda lo stadio degli US Open: ora in procinto di diventare un ospedale per accogliere pazienti affetti da Covid-19. C’era una volta quindi Flushing Meadows, c’erano una volta i montepremi, i cimeli e il sudore buttato per conquistarli. Oggi il contributo di sportivi e strutture storiche è di tutt’altro tipo.