Tra i palazzi, con reti artigianali, usando il lancia-palline. La fantasia del tennis a casa di campioni e non

tennis a casa

Una strada di città al posto della terra rossa, una macchina lancia-palle in sostituzione del tradizionale sparring partner oppure una vertigine tra palazzi a segnare il confine dello scambio. È il #tennisathome, un hashtag curioso ma soprattutto un modo per dimostrare la propria passione sportiva durante il lockdown. Tanti tennisti continuano infatti ad allenarsi in contesti del tutto anomali. Gli esempi? Due giovani atlete savonesi che si scambiano dritti e rovesci dal tetto di due palazzi diversi.

Il filmato è diventato in breve tempo virale ed è stato rilanciato anche dai profili ufficiali dell’ATP. Tuttavia le immagini non sono l’unico esempio del tennis che resiste. Diversi campioni hanno trovato modi creativi e nuovi per continuare ad allenarsi. Ecco quali sono.

Rafa palleggia con la sorella. Federer ‘a muro’

Rafael Nadal si è espresso più volte sull’importanza di rimanere a casa. Eppure non avere tornei da giocare non vuol dire dover rinunciare al tennis e al suo divertimento. Così il maiorchino si improvvisa sparring partner della sorella Maria Bel per scambiare qualche colpo insieme nel giardino della loro casa in Spagna. A dividerli una rete immaginaria fatta di sedie, riflessi pronti e qualche risata. Perché nel tennis privato dei suoi strumenti tradizionali, soprattutto tornei e circoli dove allenarsi, molti campioni riscoprono con divertimento l’essenza di questo sport e le origini di un’attività fisica che è principalmente una sfida con se stessi.

Lo sa bene Roger Federer che nella sua Svizzera è tornato a palleggiare contro un muro dallo stesso punto dove tutto è cominciato. Da quel confronto ha poi lanciato una challenge subito raccolta da big come Serena Williams. Novak Djokovic si divide invece tra punti segnati con le padelle e piccoli game con la moglie Jelena: così il tennis diventa ancora di più un bene di famiglia.

 

Fabio Fognini ha una marcia in più quando si tratta di trovare un partner adatto a qualche palleggio. Con Flavia Pennetta basta uno stendino come rete per immaginarsi su un campo ben più importante.

La creatività degli juniores

Dall’altra parte non potersi allenare come si è abituati a fare è un’occasione per riscoprire simboli atavici di questo sport. Persino utilizzando tecnologie che sembravano andate perdute. È il caso della macchina lancia-palle che ossessionava Andre Agassi al punto da ribattezzarla ‘il drago’ e che ora ricompare negli allenamenti di tanti sportivi. Arne Magnus è un tennista tedesco che dal giardino della sua abitazione sfida il macchinario a colpire più palle possibili. Sempre in tema di junior, Paolina Pieragostini campionessa d’Italia under 11, fa pratica con lo stesso meccanismo nel suo cortile.

In effetti sono proprio gli atleti più giovani a sentire l’adrenalina al punto da avere il maggiore potere di trasformazione degli spazi. Jelena Mayer, campionessa svizzera under 14, sceglie infatti una strada senza traffico per dritti e rovesci con il base trainer: il cerchio di plastica che rimanda indietro la pallina a ogni colpo.

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We stay at home and support the rescue workers and nursing staff. Thank you for your work! We do our training at home and we have lots of ideas! Tomorrow we will build a mini tennis court in the garden (we try 🙈🥴), the video will come soon … stay strong! @jalenameyer @bidi_badu #tennisathome Wir bleiben zu Hause und unterstützen damit die Rettungskräfte und das Pflegepersonal. Danke für Eure Arbeit! Wir trainieren zu Hause und haben viele Ideen! Morgen werden wir einen Mini-Tennisplatz im Garten bauen (wir versuchen es zumindest🙈🥴), das Video dazu wird bald kommen … bleibt stark! @jalenameyer @bidi_badu #coronatennis #stayathomechallenge #stayathome #swisstennis #srfzämedihei

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Grandi e piccoli campioni sono infine uniti sotto la stessa buona stella: quella del tennis che non si può fermare, whatever it takes.